Esce “Nelle tue scarpe”: il nuovo singolo di Giorgio Mannucci. Brano delicato ed emozionante sui giorni successivi all’alluvione di Livorno

La canzone uscirà il 9 settembre e anticiperà l'album di novembre

Giorgio Mannucci. Foto: Dalila D'Ilario
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Pubblicato ore 14:06

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – “Nelle tue scarpe” è una canzone molto toccante, che emoziona: “È la canzone di una vastità di individui. Un numero indecifrabile di persone che un giorno, dinanzi alla tragedia, si trasforma in comunità”. È il nuovo singolo del cantautore livornese Giorgio Mannucci, scritto a quattro mani con Ale Bavo (produttore artistico torinese con cui collabora da diversi anni).

Giorgio ha all’attivo cinque album con band come Sinfonico Honolulu e Mandrake. Nel 2017 esce il suo prima disco da solista e il prossimo 9 settembre uscirà il singolo “Nelle tue scarpe” che anticipa il nuovo album. Dal 9 la canzone sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming.

“Nelle tue scarpe” è un brano che racconta quello che avvenne dopo l’alluvione di Livorno del settembre del 2017. Noi abbiamo intervistato Giorgio per farci raccontare qualcosa di più su questa sua creazione.

La copertina del singolo

Giorgio, quando è nata l’idea di scrivere questo brano

Credo che l’idea sia nata il giorno dopo essere stato in un cortile di un condomino ad Ardenza a spalare e togliere il fango. Eravamo tantissimi quel giorno. Tutti presi dal nostro lavoro, durissimo senza sosta. Solo un momento in cui “Furio, l’ex capocantiere” fermava a modo suo i lavori e distribuiva a tutti pezzi di pizza arrivati da una pizzeria che si era offerta di rifocillare gratuitamente tutto il team di volontari. Erano tantissime le cose da fare e i soli vigili del fuoco e gli organi autorizzati non bastavano. Noi eravamo almeno un centinaio.

Come mai hai scelto di scrivere un brano sull’alluvione?

Non è proprio un brano sull’alluvione. L’alluvione, e tutto ciò che ne ha conseguito, rappresentano il pretesto per parlare dell’esperienza collettiva che ho vissuto in quei giorni. Del bisogno di raccontarla e perché no, di tramandarla. L’energia che scorreva in quei momenti. La necessità di aiutare l’altro, di supportare chi è stato più sfortunato di noi. Mi ricordo che tutti questi bisogni nascevano in maniera naturale, istintiva. Se avevi un po’ di tempo libero in quei giorni, era fondamentale dedicarlo a quello. Inoltre ti confesso che a livello di scrittura, sono sempre molto attratto dalle situazioni difficili e intense. Mi permettono di esprimermi e soprattutto di sfogarmi. Sono brani molto terapeutici, innanzitutto per me. Diciamo che risparmio sullo psicologo…

Foto: Francesco Luongo

Che ricordi hai di quei tragici momenti

Ci sono momenti devastanti che tengo qui con me ed evito di raccontarvi. Alcuni ho provato con delicatezza a citarli nella canzone ma sempre in punta di piedi. Mi ricordo esattamente la mattina, quando ci siamo svegliati in mezzo a quella specie di apocalisse. Ho delle vivide e chiare scene di quello che ho vissuto in quelle prime ore, dov’ero, cosa stavo facendo, cosa ho pensato. Ricordo la frenesia di quei giorni. Insieme alla mia compagna o ad amici andammo alla ricerca di un luogo dove poter dare una mano. Nel bel mezzo di una tragedia la possibilità di sentirsi utile e d’aiuto era prioritaria.

Come mai la scelta del titolo “Nelle tue scarpe”?

Le scarpe, gli stivali, pieni di fango, sono stati un po’ il simbolo in quei giorni. Le scarpe rappresentano il movimento, il darsi da fare, il lavoro. “La marea”, il fiume in piena che ha spazzato alcune abitazioni e messo in ginocchio tantissimi condomini, veniva sopita dal lavoro, dalla voglia di ripartire. I tuoi sforzi erano calcolabili nella quantità di fango che si trovava dentro i tuoi stivali.

Foto: Dalila D’Ilario

Come mai hai atteso cinque anni per far uscire questo brano?

È sempre stato molto difficile dare un vestito musicale appropriato a questa canzone. Qualcosa che portasse rispetto a un tema così delicato. Il brano, il cui testo è stato scritto a quattro mani insieme ad Ale Bavo, ha subìto notevoli cambiamenti in questi anni. Inizialmente, una sua prima versione fu pure proposta a Sanremo tramite la mia vecchia etichetta, ma non andò in porto. Ero estasiato dal testo che avevamo scritto ma la parte musicale non riusciva a convincermi del tutto. Arrivato il lockdown ho avuto la possibilità di concentrarmi maggiormente su questa e sulle altre canzoni che sono finite poi nel nuovo album. Quando sono approdato all’etichetta fiorentina Black Candy Records, insieme a Lorenzo Buzzigoli – fonico/producer dell’etichetta, col quale ho registrato buona parte del nuovo disco – sono riuscito a trovare la giusta quadra per questo difficile e importante brano.

Parlaci del nuovo disco 

Non voglio spoilerare molto. Vi dico solo che si chiamerà “Scoprire“, sarà composto da 8 canzoni e uscirà a novembre. Sono molto emozionato per questa uscita perché la desidero da molto, forse troppo, tempo. A marzo 2022 ho pubblicato un micro-album di canzoni strumentali da colonna sonora che si chiama “Musiche per film che non esistono“. Ma l’ultimo album che segue diciamo la forma canzone classica risale al 2017, “Acquario“.
Quindi insomma, capirete l’entusiasmo che mi scorre addosso.

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