Presentata la mostra virtuale “Northern Wind”: 26 immagini che raccontano il legame tra Livorno e la Congregazione Olandese Alemanna

Le immagini in alta risoluzione sono disponibili su internet

Un momento della presentazione. Foto: S. Zannerini
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Pubblicato ore 10:37

  • di Stefania Zannerini

LIVORNO – “Livorno città delle nazioni” raccontata attraverso le immagini, quelle che raffigurano alcune opere commissionate da olandesi e nordici a Livorno, un importante contributo culturale dato dalla Nazione Olandese di cui, in questi giorni nella nostra città, si celebrano i 400 anni.

Ieri, 26 ottobre, i Bottini dell’Olio hanno ospitato la presentazione della mostra virtualeNorthern Wind, quattrocento anni della Congregazione Olandese Alemanna di Livorno” a cura di Cinzia Maria Sicca e Silvia Papini (Università di Pisa) e con il contributo della Fondazione Livorno e della Fondazione Arte e Cultura.

Una selezione di 26 immagini proiettate in alta risoluzione di alcuni dipinti significativi. Suddivisa in tre sezioni tematiche, la mostra illustra, per immagini, i legami che unirono, ed uniscono la Congregazione Alemanna a Livorno e al suo porto.

Alla presentazione sono intervenuti, altre a Cinzia Sicca e Silvia Papini, l’assessore alla cultura Simone Lenzi, il presidente di Fondazione Livorno Luciano Barsotti, il presidente della Fondazione Arte e Cultura Olimpia Vaccari e il presidente della Congregazione olandese alemanna Ennio Weatherford. L’iniziativa ha visto la collaborazione della Cooperativa Itinera.

Perché una mostra virtuale

Durante l’introduzione alla mostra i relatori hanno spiegato il perché di una mostra virtuale, una tipologia a cui ormai i più importanti musei internazionali ricorrono con frequenza: si tratta di una risposta economica ai desideri delle istituzioni organizzatrici degli eventi commemorativi di questo quarto centenario; un modo dunque sia per abbattere i costi di assicurazione e spedizione, ma anche per questioni legate all’incerto contesto pandemico poi bellico.

Gli olandesi come committenti

Quello che emerge da questa mostra virtuale è il fatto che nei luoghi simbolo della città troviamo dipinti che attestano la presenza degli olandesi come committenti di opere d’arte. Un esempio è nella Chiesa di San Jacopo in Acquaviva è conservato “Riposo nella fuga in Egitto” di Alessandro Gherardini (1655-1727). Pittore del periodo del Barocco fu influenzato da Veronese e Giordano. Il dipinto citato, fa parte sicuramente dell’ultima fase della sua carriera quando si trasferì a Livorno cercando nuovi committenti anche stranieri. Il fondo scuro del quadro rimanda a Caravaggio, il pittore propone temi classici e vari modelli di riferimento come a voler esibire la sua abilità e la sua conoscenza di opere per collezionisti e mercanti. Artista di grande talento, illumina sapientemente la scena principale con il bambino.

Le immagini più significative

Tra le immagini proiettate e che vogliamo evidenziare, c’è quella scelta come copertina (che si trova anche sulla brochure che pubblicizza il convegno internazionale che parte questo pomeriggio in Fortezza Vecchia) di Gabriel Metsu (1629-1667), “Donna che legge una lettera” che richiama il tema del distacco e dell’assenza di chi aveva parenti dediti all’attività mercantile e navale. Metsu fu un pittore olandese famoso per le scene di interni, con personaggi umani sempre al centro delle sue opere. I colori di alcuni dipinti ci ricordano Vermeer suo contemporaneo. Nel quadro che apre la mostra virtuale possiamo notare una donna seduta vestita elegantemente che legge una lettera, forse della persona amata lontana, e una domestica, si evince dai vestiti umili che indossa, sposta una tenda e guarda un quadro rappresentante una marina. Questa immagine rende bene lo spirito con cui gli olandesi vivevano a Livorno.

Infine la mostra si è chiusa con la battaglia di Livorno e due quadri che la rappresentano. Il primo di Pietro Ciafferi con “Il porto di Livorno e la battaglia” del 1652 dove propone un punto di vista dalla parte dello spettatore, si pensa sia stato un testimone oculare della battaglia ingaggiata dagli olandesi di fronte al porto. I cittadini si affollano per vedere e parteggiare per gli uni o gli altri, le navi sono identificate grazie ad una legenda che raffigurata sul muretto in primo piano. Il secondo di Reinier Nooms nella sua “Battaglia di Livorno” lo sguardo è di chi guarda dal mare, su un’imbarcazione, questo permette di vedere le navi da vicino e identificarle grazie alle bandiere.

Le immagini sono state fotografate dai musei che le conservano o dal Laboratorio Fotografico del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa e i musei hanno anche, generosamente, rinunciato ai diritti di riproduzione. La mostra è adesso disponibile sul sito www.northernwind.cfs.unipi.it dove è possibile scaricarne il pdf.

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