Dario Ballantini incontra il pubblico: “Un’elevata dose di insicurezza spinge gli artisti a dare il meglio”

Un'occasione di confronto sulle opere che compongono la mostra

Un momento dell'incontro con il pubblico. Foto: Fallani
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Pubblicato ore 10:00

  • di Diletta Fallani

LIVORNO – Restano solo due giorni per vedere la mostra di Dario Ballantini visitabile fino al 20 settembre, intanto ieri, 18 settembre, l’artista livornese ha incontrato il pubblico alla Bibliteca dei Bottini dell’Olio (sede della mostra) insieme all’assessore alla Cultura Simone Lenzi, il curatore della mostra Massimo Licinio e la critica d’arte Sara Taglialagamba. Della mostra si è parlato molto in città ed è stata visitata da oltre 5 mila persone tra livornesi e gente venuta da fuori.

Nel porsi di fronte ad un supporto sia esso una tavola, una tela o assai spesso carta che solo sucessivamente verrà intelaiata, il Ballantini, non senza sforzo, riesce a liberarsi di tutte le regole che nel tempo gli sono state insegnate dalla scuola, dalla storia dell’arte o dai consigli di altri artisti e scarica attraverso forme ancestrali dal forte impatto emotivo e forti contrasti di colore e non, ciò che da sempre sta nel profondo dell’essere umano. Mentre dipinge Ballantini si affida, dunque, ad una vertigine, ad uno smarrimento che lo porta a lavorare febbrilmente fino a quando, finita l’opera, sarà proprio lui il primo a ritrovarsi stupito di fronte al risultato ottenuto.

“Sono convinto che un’elevata dose di insicurezza spinga chi si sente artista a dare il meglio di se’ – spiega Ballantini in risposta da una domanda del pubblico – prepararsi a fare un quadro come faccio io, senza un progetto, presuppone quella specie di paura che secondo me scuote le forze ignote che abbiamo dentro. Solo così vengono fuori questi quadri che si possono spiegare soltanto con la sensazione che si ha guardandoli, per questo, secondo me, la risposta riguardo al significato di un quadro, c’è sempre ma non può essere che li”.

In sintesi per Ballantini l’ opera deve venire fuori da uno slancio emozionale, quasi una sorta di raptus, dove l’artista più è inconsapevole e istintivo quando compone, più verrà fuori la sincerità della sua opera. Ad ogni domanda pervenuta dal pubblico ha sempre risposto in modo vero, senza gli orpelli che spesso una situazione del genere richiede. Traspariva il suo sentimento verso ciò che fa e sono emerse le molteplici sensazioni che prova quando stende il colore sulla tela. Un senso di smarrimento che però è un fedele amico del pittore e con il quale riesce a dare vita a dipinti capaci di suscitare e mettere in evidenza istinti primordiali.

Per concludere aggiungerei una personale proposta: vista la portata dell’artista livornese, che già in passato si è impegnato nell’esecuzione di vari murales, tra i quali quelli fatti a Miami, sarebbe bello farlo lavorare all’esecuzione di un grande murale che rimanga ad arricchire la nostra bella Livorno.

Gli scatti sono di Glauco Fallani

  • Dario Ballantini ALTRO ANCORA (100x100) 2014

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