Cascina Linterno, incredibile testimonianza del contado milanese ottocentesco

Situata a ovest di Milano, è uno dei luoghi più antichi e meglio conservati

La danza delle lucciole. Foto di Yuri_B da Pixabay
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

MILANO – Non necessariamente le vacanze devono essere trascorse al mare, in montagna o in località alla moda che richiamano folle di turisti, spesso è piacevole anche concedersi momenti di relax in luoghi tranquilli, immersi nella natura e sempre vicino alle più grandi città.

È il caso di Cascina Linterno, detta anche Villa Linterno, un’incredibile testimonianza del contado milanese ottocentesco, rimasta immune ai cambiamenti, alle trasformazioni edilizie che hanno investito la metropoli negli ultimi anni, così come è rimasta intatta l’atmosfera da buen retiro che vi si respira.

Il buen retiro del poeta Francesco Petrarca, un’oasi in cui si vive ancora uno degli appuntamenti più emozionanti, la Lusiroeula, la serata con la danza d’amore delle lucciole, un luogo dove si conservano tante tradizioni rurali e si può vivere davvero un’estate d’altri tempi.

La prima attestazione del 1154 descrive un luogo denominato Infernum, sostantivo tardo latino che sta a indicare il locale sotterraneo nel quale si raccolgono in pozzetti tutte le acque di vegetazione e di lavaggio usate nelle attività rurali, ma probabilmente il nome attuale ha origine alla fine del Cinquecento con l’evoluzione da l’inferno a l’interno

Cascina Linterno, non è solo una cascina situata ad ovest di Milano, ma è uno dei luoghi più antichi e meglio conservati della parte esterna dei bastioni che raccontano nove secoli di storia, una storia che raccoglie tante importanti testimonianze di un contesto rurale, principale risorsa dell’economia lombarda, e sopravvissuto fino alla civiltà industriale.

Con il passare dei secoli, intorno alla casa torre, parte del nucleo fortificato più antico, si costruiscono stalle e porticati con colonne e capitelli in pietra, poi si aggiunge una locanda, il ricovero per i cavalli e, nel 1754, viene consacrata anche la chiesetta con il campanile a vela, dedicata alla Vergine Assunta.

Un vero borgo agricolo che ancora vive nel ricordo del soggiorno di Francesco Petrarca che, pur restando sempre vicino alla Corte Viscontea, si ferma qui alcuni anni per godere della deliziosa solitudine che tanto cercava. Ma non solo l’illustre poeta!

Qualche secolo dopo, nel 1897, arriva qui Don Giuseppe Gervasini, il prete-guaritore, il Pret de Ratanà (di Retenate, frazione di Vignate), che cura gli ammalati, gente del popolo e personaggi famosi, giunti perfino da Roma e dalla Svizzera, ai quali prescrive delle cure a base di erbe. Ogni giorno distribuisce chili di pane ai poveri e invita a pranzo tutti quelli che vengono da lontano; ma i suoi metodi non sono apprezzati né dalla curia né da molti medici. Qualcuno dice che era un santo e un mago, principalmente era uno studioso di anatomia e patologia con la passione per le erbe e una forte capacità di intuire il male delle persone.

Un personaggio leggendario come altre leggende che si raccontano sulla Cascina Linterno, una per tutte riguarda le due antiche campane contenute nel campanile a vela della chiesetta. Nel mondo contadino queste campane, oltre a un fine religioso, scandivano l’inizio, la pausa meridiana e la fine della giornata lavorativa dei contadini. Ma in particolare la più piccola, detta la campana de la tempesta, si credeva avesse il potere di allontanare le grandinate e i temporali più violenti, se suonata preferibilmente da un bambino o da una bambina, con sufficiente anticipo e sempre in direzione del fortunale.

Così, dopo essere sfuggita a un progetto immobiliare speculativo che voleva trasformarla in un residence, oggi la cascina è proprietà del Comune di Milano ed è tutelata dall’associazione Amici di Cascina Linterno che ha saputo valorizzare la struttura ponendo l’accento sul suo valore storico, umano, culturale, ambientale, agricolo e religioso con numerose iniziative pubbliche che vanno dal mercato contadino a Km zero, alle mostre, all’animazione per bambini, ai laboratori didattici, alle conferenze.

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