Soldo di Cacio e la sfrenata fantasia dei livornesi

Share

Pubblicato ore 14:00

Emilio Cacini, meglio conosciuto come Soldo di Cacio, è il protagonista del romanzo di Michele CecchiniIl cielo per ultimo“, uscito nel 2019 per Bollati Boringhieri. In questa rubrica, il Cacini risponde alle domande dei suoi e dei nostri lettori.

Buongiorno, dolcissimo signor Cacini,

visto che lei presta attenzione a tutti proverò anch’io a chiederle qualche parere. Parto in tromba con una domanda che mi alienerà i più: secondo lei quanto spesso lo scrivere è un’esigenza meramente dello scrittore e al pubblico non interessa un fico secco? Sarò meno perentorio: talvolta sembra che ci sia un bisogno quasi fisico di scrivere che non risponde a un altrettanto fisiologico bisogno di leggere, capita spesso di leggere esplosioni virulente di personalità egoiche fuori controllo e alla fine ritrovarsi con un palmo di naso, non le nego che questo sia molto irritante, anche se a lei fa gioco, perché il lettore si accorge subito che qui siamo di un’altra pasta, per fortuna.

Sa che mi raccontarono tanti anni fa in un posto sperduto del Galles dal nome impronunciabile? La leggenda di alcune nobildonne che si riunivano in gruppo per menare a lungo per il naso un trombone del luogo uso a vantarsi del suo intuito e del suo fascino con le donne scrivendogli lettere d’amore infuocato al punto che il poverino ne impazzì, tanto può il potere della scrittura, e anche la perfidia delle donne, mi permetta.

Come trascorre questi momenti tempestosi, Cacini? Io ho deciso di allontanarmi per quanto possibile da reti sociali e dalle notizie contingenti, che qui si dà spazio davvero un po’ troppo a tutti quanti, al punto che ci tocca anche assistere alla difesa di quel tiranno slavo, giusto che si parlava di tromboni purtroppo sempre maschi, e me ne rammarico, da parte della giovane moglie del nostro più valente schermidore e insomma, se ne ha poca voglia. Molto meglio conversare con lei, che sarà pure inventato ma mi sembra un ometto tanto saggio.

Spero che mi risponda e nel frattempo mi leggerò le risposte che dà agli altri, magari su qualche arenile di quelli che consiglia lei.
Con tanto affetto.
Rino, Borgo

Ben approdato Rino su codesta rubrichetta. La ospito volentieri, diamine, oltretutto la sua lettera è interessante parecchio.

Me ne guardo bene dall’addentrarmi nelle faccende dell’ego, Rino, perché è una di quelle cose che come la fai, la sbagli. Se uno sta a sbandierare quanto è poco narciso, eccolo che ricasca bello pari nelle dinamiche dell’ ‘io-di vì’, ‘io-di-là’.
Mi limito a confidarle che lo scarso interesse che nutro per il mio ego è fondato, perché basato sui fatti. Non conduco una vita che si possa definire interessante, né ho trascorsi turbolenti alle spalle, né ho mai vissuto chissà quali avventure. Ho zero grilli per il capo e la mia è fondamentalmente una vita senza aneddoti. Motivo per cui mi vedo indotto a volgere lo sguardo verso ciò che è altro da me, alle cose del mondo che non mi riguardano. E in queste ricognizioni non escludo nulla, la mia curiosità dando diritto di cittadinanza a tutto quel che mi capita a tiro.
Proprio la curiosità mi ha spinto a una scoperta che volentieri condivido, Rino.
Si tratta di un opuscolo in cui ogni tanto mi imbatto al bar. È una pubblicazione settimanale di 12 pagine, a distribuzione gratuita e che riporta commenti, risultati, classifiche e statistiche delle varie squadre della nostra città, impegnate in tornei locali e nazionali nei vari sport.

Fin qui, lei dirà, niente di che: una faccenda per appassionati, per intenditori. In realtà, Rino, c’è di più. Perché sfogliando per curiosità questo opuscolo, a un certo punto si arriva ai risultati dei vari tornei di calcetto, calcio a 7, gabbione e tutto quel che riguarda le pedate amatoriali della nostra città. Ecco, sono rimasto letteralmente folgorato dai nomi di alcune squadre partecipanti: una meraviglia, dei veri e propri capolavori di ironia, irriverenza e creatività tutte labroniche. A testimonianza pure di una notevole capacità di autoironia, che è sempre sintomo di intelligenza.

Ci sono nomi che si ispirano alle grandi squadre, riadattati alle nostre esigenze: BOCA LIVORNO, LIVORNO UNITED, LEGHORN BULLS. Né d’altra parte può mancare il FC BOIA DE’.
Una squadra mescola mirabilmente il nome di un noto rampollo con la formazione della città di Nicosia: L’APOELKANN.

Poi ci sono squadre dai nomi che esaltano il collettivo: I CORSARI, I CACTUS, altre che al collettivo giungono partendo dal singolo: BIMBI DEL VANNI, FABIO & FRIENDS.
Non mancano le citazioni cinematografiche: GLI INTOCCABILI, CS LEBOWSKI, KILL BLAKE (se è una variazione di Bill).

Altri nomi mi affascinano perché un poco misteriosi: CASTAGNA GAME OVER, VIRTUALINO, NOLO AL MOLO, BANGARANG. Alcune prendono il nome dallo sponsor. Ce ne sono altre ancora che sottolineano il radicamento in luoghi specifici: APPARTENENZA STAGNO, NUGOLA CITY, REAL NUOVA KOREA, e un’altra che magari non c’entra niente, ma mi fa pensare a una nota scritta allo svincolo del Romito: BELLESTERZA.

LIVERCOOL mi pare notevole, e ASTON BIRRA anche di più. E c’è pure l’AC DENTY. Una squadra sembra affidarsi alla sorte, più che al modulo: SPERA EBBASTA. Un’altra si accontenta dichiaratamente del pareggio: POGGI E BUE.
Concludo con il nome di una formazione che sembra esaltare l’agonismo ma nello stesso tempo richiama ai valori dello sport, da praticare in pace e serenità: gli ARROGANDHI.

Credo che già da questa piccola, parziale selezione si possa dedurre la portata delle intuizioni e del genio di autori ai quali stringerei volentieri la mano. Lo spirito labronico si insinua dappertutto, insomma. E una città può essere raccontata anche attraverso i nomi delle sue squadre di calcetto. Io, almeno, ci ho provato. E rilancio, rivolgendo un appello a segnalare alla redazione di LivornoSera altri nomi, magari di squadre del passato, affinché niente vada perduto. Volentieri ci faccio un’altra puntata della rubrichetta.
Un abbraccio,
Cacio

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*