“La sposa sono io”: due ore di pura ironia sul palco del Teatro Enzina Conte

Con gli attori della Compagnia "La Tartaruga"

Il cast
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Pubblicato ore 17:35

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – È sempre un piacere andare a passare un pomeriggio al Teatro Enzina Conte del Vertigo, un luogo sicuro e familiare dove ci si sente a casa, circondati dall’affetto e dalla premura di Marco Conte che da tanti anni dirige una delle realtà più stabili del teatro livornese.

Ieri, 27 novembre, poi la rappresentazione di “La sposa sono io” è stato un successo, due ore di pura ironia scandite dalle risate del pubblico che, numerosissimo, si è divertito con le esilaranti battute della commedia, perché si sa, il riso fa bene, è liberatorio, genera endorfine e benessere, così importante per rallegrarci in questo “annus horribilis” che stiamo vivendo.

Il testo, scritto da Luca Dieci, editing curato da Barbara Goti, è stato presentato dalla Compagnia “La Tartaruga”, fondata a Pisa nel 1991 da Fabrizio Corucci e Rossella Gagliardi, presente anche sul palco nel ruolo esilarante della nonna del personaggio principale.

Equivoci, colpi di scena, personaggi a sorpresa, situazioni al limite della realtà, sono stati gli ingredienti di questa pièce liberamente tratta da “Il matrimonio del mio migliore amico” che oltre che ridere, ci fa riflettere se sia meglio sognare una felicità irraggiungibile oppure contentarsi di una più normale realtà quotidiana.

Sul palco un gruppo di attori molto affiatati fra loro, che hanno condotto lo spettacolo con la leggerezza che il testo e la situazione rosa fumé suggerivano: Chiara Biso e Rossana Tosini, madre svagata e figlia più saggia e poi Alessandro Bargagna e Chiara Marchi, improbabile coppia in attesa di nozze, Paolo Silvestri, Giordano Pierucci e Monica Bargagna alla perenne ricerca del bouquet della sposa per esorcizzare un imbarazzante zittellaggio al quale sembra destinata.

E infine Luca Dieci, anche regista della commedia, incredibile funambolo del palcoscenico, eclettico nelle espressioni e nel movimento, un attore e cantante veramente bravo al quale sono stati riservati forse gli applausi più calorosi e che, meritatamente, avrà il bouquet della sposa. A far da cornice la musica che fa da colonna sonora a “La sposa sono io”, con brani degli anni ’50 e ’60 cantati da Chiara Bianchi, Donatella Mori e Noemi Pacini, che ne ha curato anche l’arrangiamento.

Un bello spettacolo che conferma ancora una volta se ce ne fosse bisogno, la validità dei gruppi teatrali di Livorno che ha nel Vertigo una delle sue eccellenze.

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1 Comment

  1. Grazie mille Simonetta, ci siamo davvero divertiti molto in queste due belle serate al Vertigo. Ma così… con grande simpatia e sviscerato campanilismo, la Tartaruga è una compagnia pisana!

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