La Cespu risponde: perché qui a Livorno ci si mette “la ghigna”

Nuovo appuntamento con Covid and the City di Alessia Cespuglio

Grafica di Raffaele Commone
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Pubblicato ore 16:24

  • di Alessia Cespuglio

Mentre prima parlavamo di un sacco di cose, e anche di sesso, adesso parliamo solo di Covid. Ammettiamolo. Tanto vale parlarne apertamente. Uno sguardo libero e quanto possibile sorridente su quello che ahinoi sta capitando a tutti.

Per domande, contributi, stimoli ed opinioni, per un confronto divertito vecchia maniera senza che sia solo “social” covidandthecity2.0@gmail.com, Alessia vi risponderà.

Amici! Amiche! Allora non mi ha scritto nessuno benché le domande che avevo posto nell’articolo precedente fossero tante e di sicuro interesse. Per prima cosa la sequenza giusta era GIALLO- ARANCIONE- ROSSO- ARANCIONE – ARANCIONE e non giallo cari amici! Non è semplice indovinare la sequenza corretta della seconda ondata. Per la terza ondata introdurranno altri colori? Sarebbe interessante.

Ma veniamo al fatto che nessuno mi ha scritto ma ormai io quando parlo e ascolto lo faccio in funzione di scriverlo qui a voi. E la mia migliore amica, collega, attrice, autrice, inseparabile compagna di mille avventure dal 1998 ad ora, senza la quale io non potrei vivere, SILVIA LEMMI è stata testimone di questa scena. Io ve la scrivo per come la mia mente l’ha assimilata. La realtà vera, oggettiva della questione la potete chiedere a Silvia, io vi restituisco l’immagine che è arrivata a me dal suo racconto.

Sabato 12 dicembre 2020
Livorno, in una sede delle Poste di un noto supermercato, non ipermercato, ma supermercato
ore 14.30 circa

La fila non è numerosa, ma fa freddo. Ormai ci siamo abituati a fare la fila, anche se magari la si soffre, certo non la si contesta più come prima. La stiamo accettando. Piccola digressione: domenica sono passata da Piazza Cavallotti c’era una fila da frataio che non si può immaginare, pensare che il frate e gli scagliozzi sono cosi amati da generare una fila che si vede solo nelle foto per i telefonini appena usciti, mi riempie di orgoglio. La fila era ordinata, distanziata e tutti con le dovute precauzioni. Questo è bene dirlo per evitare fraintendimenti. Chiusa la digressione.

Torniamo alla fila alla Posta. C’è silenzio in fila, nessuno che attacca bottone. L’aria natalizia arriva di rimbalzo dal vicino supermercato come se fosse l’eco di qualcosa che è a metà tra un ricordo e una pubblicità.
C’è un bel sole, e se non tirasse questo vento non si starebbe neanche troppo male.

Tutto sembra tranquillo, un tranquillo pomeriggio di fila alle Poste, quando arriva un signore. Avrà superato la sessantina. È nervoso. Si mette in fila e chiede a tutti il giro, e si mette ad osservare quello che succede. Lo spazio delle poste in questa sede è piccola quindi ci può stare solo una persona oltre a quelli allo sportello. Gli altri fuori. Davanti a lui, una coppia di signori, marito e moglie. Li chiameremo Mara ed Ennio per comodità, sono nomi di fantasia. L’ultimo della fila è Nedo, nome di fantasia ma non ce ne ho messa neanche troppa ecco.

Quando è il loro turno Ennio e Mara sono allo sportello e Nedo aspetta dentro e li vede parlare col tizio delle poste.
Nedo comincia a borbottare qualcosa del tipo: “Eh però la gente deve prendere appuntamento se ha da sbrigare cose più lunghe, un’è mia giusto però”. Mara guarda Ennio come a dire: “Dai su Amore non farci caso”, Ennio invece si sta innervosendo e gli dice: “Eh va beh, un po’ di pazienza siamo stati tutti in fila eh”. Ma il nostro Nedo invece c’ha da ridire. Nella mia fantasia i toni si accendono e parte la discussione fra Nedo ed Ennio. Vedo Mara che cerca di calmare il marito. Ma la situazione si infiamma. E i due alzano la voce. La situazione degenera finché Ennio che è un omone al pari di Nedo, entrambi over 65, lancia una frase incredibile: “Non mi fai mica paura eh” questo l’inizio e poi continua: “Butta giù quel dito, non me lo punta’ ner viso” e adesso LA FRASE: “SE SEI UN OMO TI LEVI LA MASCHERINA”.
Come la situazione s’è sgonfiata alla mia fantasia non è interessato, si è fermata a quella frase.
Ovviamente nessuno si è levato la mascherina.
Applausi.

Ma grazie Ennio (nome di fantasia). Qui a Livorno ci si mette “la ghigna” e la mascherina evidentemente risulta un mascheramento anche da questo, da metterci la faccia nelle discussioni. Signori a voi dico, abbiate pazienza ancora qualche mese e poi potrete tornare a sciagattarvi in fila come sempre senza bisogno di protezioni. Ma specialmente voi, over 65, che siete considerate categorie a rischio, dico che il vostro onore rimarrà immutato se vi tenete la mascherina durante le discussioni in tempo di Covid. Fatelo per noi su.
Questo è quanto. Questa frase mi ha colpito e volevo condividerla con voi, amici ed amiche. Questo frase, secondo, me ci dà un segno, un altro segno di questo periodo.

Allora amici sperando che abbiate apprezzato questa immagine dove viene lanciata la “mascherina della sfida” vi do appuntamento a mercoledì con l’articolo “Cercasi Covid disperatamente” .
Vi love tutti amici
Una di noi

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1 Comment

  1. Voleva che si levasse la mascherina per ricordarlo bene ma l’intelligenza ha prevalso e nessuno si è tolto la mascherina
    Di questi tempi i cerveli si svuotano non sono più abituati alla vicinanza di persone, oppure nessen dei due eraun “omo” ahah.Quello che non riesco a capire è il perchè nessuno/na ti abbia risposto..ignoranti,villane/i.
    Bhè magari a cavolo ma ti ho risposto.Stammi bene buona vita, un abbraccione.Il tuo amico Manolesta.

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