Ostia, uno scrigno di bellezza, borgo adagiato tra resti di antiche mura

A pochi chilometri dal centro di Roma

Uno scorcio di Ostia
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

OSTIA – Nominare Ostia e pensare al mare, alla spiaggia, al porto è assolutamente immediato. Ma Ostia non è solo il lido dei romani, Ostia è uno scrigno di bellezza, un microcosmo che ci proietta in una dimensione alternativa, dove il tempo si intreccia con la storia e ci racconta un passato pieno di significati.

Qui, a pochi chilometri dal centro di Roma, tra la maestosità del Parco Archeologico e il fascino del piccolo borgo, veniamo avvolti da un’atmosfera suggestiva, inedita testimonianza di periodi di transizione tra la caduta dell’impero Romano e la contemporaneità, che convivono qui in perfetta simbiosi.

Un piccolo agglomerato di case che già nella disposizione delle abitazioni e dei vicoli rivela la sua origine medievale, un suggestivo borgo adagiato tra resti di antiche mura e caratterizzato dalla fiabesca imponenza del castello rinascimentale, che va a contrastare con la semplicità della cattedrale di S. Aurea.

Ma la sua origine risale addirittura al terzo secolo quando qui viene sepolta la giovane Aurea, una donna di origini nobili, esiliata, martirizzata e annegata nel mare di Ostia, per aver abbracciato la fede cristiana. Protettrice dei marinai del luogo e patrona di Ostia, a lei è intitolata la basilica presente nel borgo che, restaurata nell’alto medioevo, ha rappresentato il nucleo intorno al quale Gregorio IV decide di raccogliere la scarsa popolazione ostiense minacciata dalle scorrerie saracene.

Il nuovo centro, chiamato Gregoriopoli, difeso da mura e munito di fossato, nel tempo assume una fisionomia sempre più urbana per divenire, infine, un centro fortificato. È agli inizi del XV secolo, infatti, che papa Martino V fa innalzare una torre rotonda circondata da un fossato, a guardia del Tevere, poiché il luogo ha un ruolo di primaria importanza nel controllo del traffico fluviale, commerciale e delle saline il cui monopolio apparteneva alla Curia.

Alla fine del 1400 papa Giulio II, decide di costruire il Castello, splendido esempio di architettura militare rinascimentale, con tre gradi di torri collegate da un unico cammino di ronda, originariamente circondato da un fossato, le cui acque arrivavano direttamente dal Tevere.

Ma se è il Tevere a determinare la massima fioritura del borgo, con la nascita del Castello, delle mura difensive e delle torri, è sempre il Tevere a causarne la sua decadenza e l’abbandono con una spaventosa inondazione che porta alla formazione di paludi malariche. È così che la Rocca di Giulio II cade in rovina, fino a essere usato come fienile e ricovero per animali dai pochi pastori della zona, ormai completamente invasa da acquitrini.

Solo nell’Ottocento il Castello comincia a essere riutilizzato come prigione per i detenuti condannati ai lavori forzati e impegnati nei primi scavi archeologici di Ostia Antica, per essere poi restaurato durante il ‘900 e risplendere oggi a nuova vita insieme al borghetto.

Un luogo unico e accattivante, con gli archi di ingresso, le stupende piazze, le case basse color pastello, i vasi con i fiori, i rampicanti che salgono fino ai tetti e i gatti, moltissimi gatti che si aggirano nei caratteristici vicoli!

Il piccolo affascinante Borgo di Ostia Antica non poteva sfuggire all’industria cinematografica che vi ha ambientato diversi film, come Poveri ma ricchissimi e Notte prima degli esami – Oggi di di Fausto Brizzi, Amarcord di Federico Fellini, Il Tassinaro di Alberto Sordi, Squadra Antiscippo di Bruno Corbucci e Un cuore matto di Gigi Proietti.

A pochi passi da qui, il Parco Archeologico di Ostia Antica, con gli Scavi e il Museo Ostiense, un contesto maestoso dove si respira tutta la solennità del passato e dove nel Teatro Romano, in estate, siamo tornati a rivivere la cultura con gli spettacoli di musica, teatro e danza all’aperto dell’Ostia Antica Festival.

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