La Casina delle Civette di Roma, affascinante e bizzarra

Si trova all’interno del parco di Villa Torlonia

A Roma la Casina delle Civette affascinante e magica
Roma, Villa Torlonia: Casina delle Civette. Foto: Gaux
  • di Patrizia Caporali

Tornare a Roma una, due, cento volte e ogni volta scoprire sempre qualcosa di insolito, di diverso, di più moderno rispetto a tutto ciò che riguarda il suo incredibile passato.

All’interno del parco di Villa Torlonia c’è, infatti, una struttura particolarmente bizzarra e non sempre proposta dai tradizionali circuiti turistici: è la Casina delle Civette, un edificio decisamente affascinante, sia per la struttura architettonica sia per i decori.

Ideata nel 1839 come luogo d’evasione rispetto alla residenza ufficiale dei Torlonia e conosciuta come Capanna Svizzera per il suo aspetto simile a quello di un rifugio alpino, viene trasformata con un tocco di originalità dal principe Giovanni Torlonia jr., uomo malinconico, solitario e amante dei simboli esoterici, che ne fa la sua residenza privata fino al 1938. Ed è proprio in quel periodo che la Casina inizia a prendere le sembianze di un Villaggio Medievale, per poi assumere un aspetto più raffinato, caratterizzato da logge, balconcini, porticati e torrette tanto che, a prima vista, sembra uscito da un libro di fiabe dei Fratelli Grimm.

La forte passione del giovane Torlonia per l’arte Liberty porta a rompere ogni schema per dare libero sfogo alla fantasia con colori, sculture, pitture, vetrate bellissime con animali ed elementi naturali che diventano stravaganti protagonisti della dimora.

Ma definirlo un edificio in stile Liberty è piuttosto riduttivo, perché qui convivono stili tipici di tutte le diverse fasi architettoniche, dai reperti romani incastonati nelle pareti, alle finestrelle gotiche, alle loggette rinascimentali, ai grotteschi mascheroni. Qui nulla è lasciato al caso, tutto è studiato accuratamente, sul filo conduttore della più sfrenata creatività, per rendere la villa un esempio davvero originale.

Sicuramente ciò che stupisce, più della struttura esterna, sono le sue decorazioni ed è proprio entrando che veniamo rapiti. Qui troviamo soffitti, pareti e pavimenti decorati con maioliche colorate, stucchi e vetrate che raffigurano fate, civette, farfalle, rondini, cigni e pavoni ma anche grappoli d’uva, edere rampicanti, nastri e rose.

Perché dunque il nome di Casina delle Civette, usato forse per la prima volta nel 1916? Le civette sono una presenza quasi ossessiva, sono sugli stucchi, sulle stoffe da parati, sugli oggetti d’arredo, oltre su quelle fantastiche vetrate, perché la civetta, simbolo per eccellenza di sapienza, magia e veggenza, capace di vedere anche nel buio più totale e di udire anche il più esile rumore, era l’animale preferito di Giovanni Torlonia e aveva quei connotati esoterici tanto amati dal principe.

La Casina delle Civette, quasi timidamente nascosta dietro una collina artificiale ai bordi del parco di Villa Torlonia, dopo un uso improprio durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo i furti, l’abbandono e persino un incendio, viene acquistata dal Comune di Roma, accuratamente restaurata negli anni ’90, e trasformata oggi in un piccolo museo gioiello dedicato all’arte della vetrata.

Così, quando appare, con la sua geniale struttura, con quei dettagli preziosi, con quei contrasti tra luci colorate e ombre sconcertanti, è naturale rimanere catturati dalla straordinaria eleganza e sentirsi pervasi da quella suggestiva armonia che si ripete a ogni nuova visita, perché ogni volta la Casina delle Civette offre nuovi, sensazionali particolari.

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