A Roma, nel Giardino degli Aranci tra bellezze e misteri

Un’altra singolare particolarità è il famoso buco della serratura

roma il giardino degli aranci
La Cupola di San Pietro, una visione suggestiva
  • di Patrizia Caporali

ROMA – Tra tanti che ornano le nostre città, il Giardino degli Aranci di Roma non è un giardino qualsiasi. Qui c’è qualcosa di speciale, di caratteristico, perché è una terrazza panoramica che si affaccia sulla città rivelandone i luoghi più belli, dalla prospettiva unica del Cupolone, al Tevere, ai templi del Foro Boario, al Gianicolo, all’isola Tiberina. Una location quasi nascosta, misteriosa, che si estende sull’Aventino, nel cuore di una Roma che continua a stupire in ogni angolo.

Le bellezze del giardino

Realizzato nel 1932 sul terreno che un tempo ospitava la fortezza dalla famiglia Savelli, da cui il nome, Parco Savello o Giardino degli Aranci, ha una struttura perfettamente simmetrica e un viale principale, dedicato all’attore Nino Manfredi, che suddivide in due il parco; al centro la vista spettacolare della cupola di Michelangelo che, per una incredibile illusione ottica, si allontana e diventa più piccola man mano che ci si avvicina!

Accanto al cancello dell’ingresso principale ecco apparire una fontana a muro formata da un’antica vasca in granito, recuperata nelle terme romane, arricchita da maniglioni a bassorilievo, decorata con un mascherone in marmo, di origine barocca, contenuto in una nicchia e raffigurante il dio Oceano.

La leggenda

Delimitato da antiche mura, raro esempio di incastellamento altomedievale, si estende per circa 8.000 m² ed è noto come Giardino degli Aranci perché al suo interno vennero piantati alberi di arance amare che ancora oggi crescono rigogliose tra i rami e sulle quali aleggia una storia leggendaria. In realtà l’albero fatato è quello piantato nell’adiacente chiostro della chiesa di Santa Sabina, visibile attraverso un’apertura nel muro di recinzione che lo protegge.

Si racconta, infatti, che San Domenico di Guzman, fondatore dell’ordine dei domenicani, portò dalla Spagna un albero di arance amare che venne piantato proprio in quel terreno, che all’epoca i frati utilizzavano come orto. Era il 1200 ma, in seguito, sulla pianta originaria, cominciò a crescere un altro albero dalle virtù miracolose, che sopravvive ancora dopo otto secoli, rifiorisce sempre e continua a donare i suoi profumati frutti, anche quando sembra che stia per seccare. E i padri domenicani continuano a coltivarlo per le sue numerose proprietà digestive, dimagranti, aromatiche, antispasmodiche e per i numerosi usi alimentari dei sui frutti.

Ma sbirciare l’arancio secolare di San Domenico non è l’unica attrazione del Parco Savello. Tutto il giardino è un trionfo di scorci incantevoli e di profumi che inebriano, in particolare da aprile a settembre, quando gli alberi si riempiono di bellissimi fiori bianchi che poi diventano invitanti frutti giallo-arancio, assolutamente vietati da cogliere!

Il Cupolone dal buco della serratura

A tutto questo si aggiunge un’altra singolare particolarità, il famoso buco della serratura, che va a centrare perfettamente la maestosità del Cupolone. Situato accanto al Giardino degli Aranci, nel portone del Priorato dei Cavalieri di Malta, questa magica serratura va a incorniciare la Cupola di San Pietro: di giorno delimitata dalle rigogliose siepi del Parco, di notte suggestivamente illuminata nel cielo di Roma.

Un autentico polmone verde, un angolo romantico e profumato, dove vivere momenti di pace e relax, respirando tutta l’incanto della Città Eterna.

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