Calcata: il borgo medievale con antiche leggende misteriose

Spiccano storie di streghe

Calcata
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Pubblicato ore 12:00

  • di Patrizia Caporali

C’è una località a pochi chilometri da Roma che sembra uscito da un libro di fiabe e, come in tutte le fiabe, non può mancare quel sapore di magia, dove spiccano in particolare le streghe. Qui, infatti, si dice che vivano proprio le streghe. E se la fantasia può portare a immaginarle tra vecchi castelli diroccati o nelle macabre casette nascoste nei boschi, arrivando qui rimarremo incantati dalla bellezza di questo borgo medioevale costruito sul tufo.

Siamo a Calcata, un luogo che sembrava perso per sempre nel XX secolo, a causa della scarsa sicurezza della rocca su cui poggia la parte vecchia del paese ma che, al contrario, ha trovato una nuova vita negli ultimi anni. Quando negli anni ‘60 alcune perizie hanno attestato la solidità della rupe, Calcata ha visto il ritorno dei suoi abitanti e ha cominciato a ripopolarsi anche con tanti artisti di strada, pittori, hippies, musicisti e attori.

Viaggiando nella provincia di Viterbo, la parte vecchia del paese appare in cima a una collina immersa nel verde, dopo una lunga serie di curve e vi si accede percorrendo a piedi l’unica strada. Varcata la soglia dell’antica doppia porta ad arco sulle mura, sembra di entrare in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio dove, in una ordinata confusione di stili, cominciano a delinearsi bizzarri scenari fiabeschi.

Sebbene dall’esterno si possa individuare la sua indiscussa origine medioevale, passeggiando tra le sue vie, diventa sempre più complesso trovare una precisa connotazione urbanistica: i frequenti restauri realizzati negli ultimi sessant’anni risentono molto del carattere stravagante, aperto e multietnico dei suoi abitanti che con le loro scelte hanno creato uno stile e un’atmosfera davvero singolare.

Nella pittoresca piazzetta, ornata con tre troni in tufo si affacciano il Castello degli Anguillara e la seicentesca Chiesa del SS. Nome di Gesù, mentre nelle vicinanze si trova un antico granaio del XVII secolo, il Granarone, rimasto attivo fino al 1950, poi abbandonato, restaurato e oggi sede dell’omonima associazione culturale.

Poi una serie di vicoli dove, tra una casa e l’altra, troviamo cantine buie e grotte silenziose che gli abitanti hanno trasformato in deliziose botteghe, ristorantini, laboratori artigianali e artistici.

Un borgo veramente particolare con pareti rivestite d’edera, davanzali fioriti, gatti sornioni che si aggirano intorno a vecchi portoni lasciati intatti da secoli, ma arricchiti dalle influenze provenienti da ogni parte del mondo: dall’India, dall’Arabia e anche dall’Africa, perché Calcata rappresenta il punto d’incontro di tanti stili, culture e tradizioni.

Qui non circolano né auto, né altri tipi di veicoli a motore, qui non prendono i cellulari e non esistono collegamenti internet, questo è il regno della calma, della tranquillità dove tuttavia spira un’aria mistica, carica di numerose leggende, storie, credenze che la rendono ancora più suggestiva.

E se ogni stagione è bella per visitare Calcata, il momento forse migliore è l’autunno, quando la vegetazione indossa i colori più caldi, quando i vicoli profumano di zuppa e di legna bruciata, quando il 31 ottobre, in occasione della festa di Halloween il paese diventa una meta molto frequentata.

Tutti gli abitanti del paese si mascherano, probabilmente anche per via delle leggende paesane legate alle streghe, quelle streghe che nei giorni in cui soffia un vento forte sembrano cantare tra le vie del borgo, misteriosamente accompagnate dal rumore dei gingilli appesi a porte e finestre.

Ma in fondo le streghe rimangono sempre confinate nelle antiche leggende, mentre i turisti vengono attratti dalle sue bellezze naturali, da quel fascino misterioso di un luogo spesso scelto come set cinematografico per film famosi come Amici miei, La mazzetta e Il tredicesimo apostolo o per il videoclip del brano Una storia sbagliata di Fabrizio de André.

Impossibile non essere rapiti dal borgo di Calcata che, con quell’atmosfera naif e preindustriale, rappresenta il rifugio ideale pervaso da una indefinibile magia, felicemente lontano dai ritmi frenetici della quotidianità

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