Cetara: tipico paese da cartolina sulla Costiera Amalfitana

Set per riprese cinematografiche e fiction televisive

Cetara
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

SALERNO – Una vacanza tutta italiana in una località ancora incontaminata dal turismo di massa e tutelata come Patrimonio dell’Unesco. Una vacanza a Cetara, piccolo borgo di pescatori sulla Costiera Amalfitana, dove si vive il mare per tutto l’anno, dove trascorrere momenti indimenticabili.

Il suo nome potrebbe derivare dal termine latino Cetaria, tonnara, o da Cetari, pescatori o commercianti di tonni di provenienza etrusca, perché la pesca è una delle attività primarie di questo comune e i pesci (alici e tonni), sono i veri protagonisti della cucina locale caratterizzata anche dal gusto dei limoni da sempre ottimo ingrediente per dolci tradizionali e per il limoncello.

Il borgo, sovrastato dall’imponente Monte Falerio e costituito da stradine e case strette l’una all’altra, si adagia in una conca dove le piante di agrumi si alternano alla macchia mediterranea emanando un profumo intenso, che va ad aggiungersi a quello altrettanto inebriante del mare.

Ma la bellezza del luogo si arricchisce anche di tante testimonianze artistico-storiche come la cinquecentesca Chiesa di S. Francesco con l’adiacente convento, la Chiesa Romanica di S. Pietro dalla stupenda cupola maiolicata e l’imponente Torre Vicereale. Questa, innalzata per ostacolare gli attacchi dei Turchi, ma anche per sorvegliare i traffici commerciali marittimi, spesso insidiati dagli assedi dei pirati, segnalava i pericoli imminenti alle torri vicine con il fuoco se era buio e con il fumo quando c’era visibilità.

Un angolo di paradiso, il tipico paese da cartolina la cui essenza è rappresentata da Marina di Cetara, la piccola spiaggia racchiusa tra il borgo di case e il porto dei pescatori, dove sono ormeggiati i pescherecci e i caratteristici gozzi. Alle spalle del porto la Spiaggia del Porto, di origine artificiale e risalente agli anni ‘80 quando, in seguito a un terribile terremoto, fu usata come deposito dei materiali necessari alla ricostruzione del paese e del porto. E infine, altra spiaggia più selvaggia e quasi nascosta, è la Spiaggia di Lannio, alla quale si può accedere solo a piedi, il cui nome sembra derivare dalle lagnanze, i lamenti dei monaci trucidati dai Saraceni durante alcune delle frequenti invasioni nel medioevo.

Il borgo, tradizionalmente famoso per una flotta peschereccia tra le più importanti del Mediterraneo e per la fiorente attività di pesca al tonno e alle alici che dal XIII° secolo vengono utilizzate per la nota colatura. Praticata già allora dai monaci del luogo, le alici, private di testa e interiora, venivano disposte a strati in grosse botti di legno con il sale grosso e coperte con un pesante masso che faceva da pressa. Il liquido che si depositava in eccesso e colava sul fondo era così profumato che i monaci decisero di raccoglierlo e portarlo in cucina per condire le verdure lesse, aggiungendo qualche spezia, aromi e olio. Insomma, un’evoluzione del Garum, la salsa di pesce tanto apprezzata dagli antichi romani, un vero successo che, dopo un procedimento lungo e laborioso, ha dato vita alla pregiata specialità gastronomica di questa pittoresca località.

Utilizzata anche come set per riprese cinematografiche e fiction televisive, Cetara continua ad attrarre perché è stata capace di mantenere intatta la sua identità, proponendo tante manifestazioni e feste che coinvolgono in un’atmosfera di antiche tradizioni marinare, di magica bellezza e di piacevole allegria.

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