“Totò e Livorno”: aneddoti, canzoni e sketch per una serata divertente alla Terrazza Mascagni

Spettacolo in occasione della Settimana Velica Internazionale

Un momento dello spettacolo con il regista Amasi Damiani. Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 11:51

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – Antonio De Curtis, in arte Totò, a quasi 60 anni dalla sua scomparsa, è uno degli attori più amati e ricordati perché l’Arte che era in lui stupì il mondo e ancora riesce a stupire.

Certo il suo genio, come spesso accade, nasce anche da una vita travagliata e non facile che svelò i due lati della sua capacità attoriale, da una parte il personaggio popolare buffo e disarticolato, la maschera napoletana che faceva “scompisciare” al cinema e al teatro e dall’altra il volto dolente e tragico, come quello del Chiarchiaro ne “La Patente” di Luigi Pirandello.

Ai suoi mille volti è stato dedicato uno spettacolo ieri sera, 22 aprile, al Villaggio Sportivo della Fondazione Lem, in occasione della Settimana Velica Internazionale.

Sul palco gli attori  dell’Associazione “La fucina dell’arte” che hanno messo in scena “Totò e Livorno”. Già, perché la frase che il principe amava ripetere “Ho fatto il militare a Cuneo” è un clamoroso falso! Totò fece il militare a Livorno e qualche ricordo labronico è inserito in alcuni dei suoi celebri film e a Livorno amava tornare più da principe cha da Totò.

Nello stand allestito alla Terrazza Mascagni, il regista Amasi Damiani ha portato la sua speciale testimonianza di quando ebbe a che fare con il grande attore agli inizi degli anni ’60, ricordando l’uomo di spettacolo, ma anche l’uomo generoso e magnanimo in una città che non esiste più.

E poi sketch, siparietti, aneddoti e le sue più famose canzoni e poesie interpretate e cantate dai componenti della Compania: Aldo Sorrentino, Nora Fiorilli, Claudio Savaglia, Gennaro Merola, Melania Renuccì, Irene Aglieco, Saverio Ciancio, Giacomo Ceccherini, Roberto Raffele, Iacopo Manzi e con la partecipazione di Claudio Ciurlante e del tenore Vito Nisi. Regia di Gennaro Merola. Molto valida e struggente la parte musicale. Costumista: Flora Fiorillo. Tecnici: Alessandro Raffaele, Jacopo Manzi e Venio Barontini.

Fra tutti gli interpreti, i più rigorosamente napoletani, ha stupito Aldo Sorrentino, che con grande capacità attoriale, verve ed empatia, ha vestito i panni della maschera Totò e noi speriamo di rivederlo sul palco con altri omaggi al teatro napoletano.

Signori si nasce? Forse, ma certo si nasce attori perché altrimenti non si possono raggiungere queste vette dell’arte.

Le immagini della serata sono di Glauco Fallani

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