Il Liceo Enriques racconta teatralmente la tragedia del Moby Prince

Il testo prende spunto dalla “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters.

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Il liceo Enriques
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LIVORNO – Nell’ambito delle numerose iniziative  che si realizzeranno in questi giorni a Livorno in occasione della ricorrenza della tragedia del Moby Prince, il Liceo Enriques presenta una breve performance teatrale dal titolo “Noi abbiamo visto”, curata dai docenti Lamberto Giannini e Patrizia Nesti.

Nel pomeriggio di oggi 11 Aprile, alle ore 16, c/o l’Aula Magna dell’Istituto saranno dunque di scena gli studenti della 5F che, al termine di un percorso triennale sulla vicenda,  daranno vita ad una drammatizzazione   tratta da un testo poetico  che la stessa classe ha elaborato l’anno scorso, aggiudicandosi tra l’altro uno dei premi speciali,  al concorso di Poesia “G. Bolognesi”, edizione 2017.

Il testo prende spunto dalla “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters. I celebri epitaffi dell’autore americano danno voce ad alcune vittime del Moby Prince, che  raccontano la loro storia e i loro rimpianti con le parole attinte, spesso in modo  incredibilmente preciso, dai versi struggenti di Spoon River. Come dire che la crudeltà della perdita e l’attaccamento alla vita parlano un linguaggio universale, che si tratti degli abitanti di un paesino dell’Illinois nei primi anni del Novecento o di una tragedia che ha coinvolto  un gruppo di italiani poco più di venticinque anni fa.

Un lavoro  assai impegnativo su piano filologico, emotivo e della memoria, che ora diventa anche una breve performance teatrale, accompagnata dal prezioso contributo musicale di Marco Del Giudice. Particolarmente significativa sarà la presenza di Loris Rispoli, in rappresentanza della “Associazione 140”, che interverrà rievocando la vicenda, il dolore privato e collettivo, i tanti nodi irrisolti e le recenti risultanze della commissione parlamentare d’inchiesta. Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta dal Liceo Enriques.

Gli studenti di oggi all’epoca dei fatti non erano ancora nati, i loro genitori erano bambini o poco più. Ma tutti coloro che possono farlo, affermano i docenti organizzatori,  devono promuovere la memoria, coltivare la coscienza e la consapevolezza. La scuola ha anche questo dovere. L’iniziativa è aperta alla cittadinanza ed introdurrà i lavori la Dirigente Scolastica Manuela Mariani.

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