Pubblicato ore 07:00
- di Valeria Cappelletti
LIVORNO - “Quanti di voi hanno capito perché questo titolo?”, non sono in molti in sala ad alzare la mano, ma forse più per timidezza perché è impossibile non collegare quella parola, “antani“, così strana ma simpatica, a uno dei film cult per eccellenza del cinema italiano, quell'”Amici Miei” di Mario Monicelli che tra i protagonisti vedeva anche Ugo Tognazzi ed è proprio questo lo spunto che permette a Luca Bottura e a Marianna Aprile di introdurre il primo ospite del pomeriggio: Gianmarco Tognazzi.
Siamo al Teatro Goldoni, sono le 17.45 di domenica 14 maggio, ed è cominciato da poco il Gran Galà “Premio Antani”, chiusura del Festival sull’Umorismo che, per tre giorni, da venerdì 12, ha portato a Livorno i migliori comici, stand up comedian, autori, fumettisti e umoristi da tutta Italia, all’insegna della comicità e della satira sull’attualità.

A dare il via al Gran Galà è stata la Ridillo Band, insieme a Bengi (vero nome Daniele Benati), che nel 2021 ha festeggiato i 30 anni di carriera, che ha introdotto i due conduttori del pomeriggio: Luca Bottura, direttore artistico del Festival, ma anche giornalista, scrittore e conduttore televisivo e Marianna Aprile, giornalista e scrittrice. Alle loro spalle, sul grande schermo, l’immagine simbolo del Festival, le mattonelle a scacchiera della Terrazza Mascagni e la scritta “Premio Antani”.

Subito si entra nel vivo dell’umorismo con i due conduttori che decidono di scegliere una persona tra il pubblico a cui viene affidato il compito di consegnare i premi ai vincitori delle varie categorie: la “fortuna” bacia Brigitta, una signora che era arrivata in ritardo e che, dopo un’iniziale reticenza, acconsente a svolgere quel ruolo.

In un Gran Galà sull’Umorismo che sia degno di questo nome, anche i premi devono far sorridere e così ecco che il primo a essere consegnato è stato il “Premio Antani alla carriera basta che finisca stasera” andato a Gianmarco Tognazzi che si è presentato sul palco del Goldoni con una maglietta che recava la scritta “Antani”.
“Finalmente, con questo premio la mia carriera finisce qui - ha commentato l’attore - ormai da anni faccio l’attore solo per hobby, il mio vero lavoro è dedicarmi al vino e i nostri vini hanno tutti nomi particolari, si chiamano “Tapioco”, “Come se fosse” e “Antani” (chiaro riferimento al film “Amici miei”, n.d.r.)”. Tognazzi ha raccontato un aneddoto divertente proprio legato al film: “Ugo (suo padre, n.d.r.) faceva fare molte cene usando solo prodotti che offriva la sua terra, arriva la sceneggiatura di “Amici Miei” e dovevano decidere cosa far dire al Conte Mascetti (interpretato da Ugo Tognazzi n.d.r.), la serata procede tra cibo e vino della Tognazza (azienda vitivinicola gestita attualmente da Gianmarco n.d.r.) e ubriachi cominciano a straparlare e… ecco, diciamo che questo vino ha avuto un ruolo determinante nell’invenzione dei termini usati nel film”. Gianmarco ha anche sottolineato il fatto che all’inizio il ruolo del Conte Mascetti, poi dato al padre, doveva essere ricoperto da Raimondo Vianello.
Quando Marianna Aprile chiede a Gianmarco di raccontare una “supercazzola” (un qualcosa senza senso), sempre in riferimento al film, fatta a suo padre, lui risponde: “Lui ne ha fatte tante a noi anche in casa, quando ci ho provato io, sono stato sempre colto in castagna. Posso dire però che me ne sono successe alcune, quando ho presentato Sanremo, più supercazzola di questa. Non c’è stato niente di più importante di quell’esperienza perché mi ha fatto capire che invece di prendere quello che capitava, ora va di moda, dovevo studiare per diventare attore”.
Lo spettacolo prosegue con la consegna del “Premio Antani Riserva Indiana” a chi fa comicità e satira a destra. Nomination: Pino Insegno, Maurizio Battista, Federico Palmaroli, autore della pagina “Le più belle frasi di Osho“, e Pucci. Ad aggiudicarsi il premio è Federico Palmaroli che commenta insieme ai presenti alcune foto con divertenti “meme” realizzate da lui. Il pubblico numeroso in sala e nei palchetti applaude e ride.

Gli altri riconoscimenti
“Premio Miglior Scrittore Umoristico“, candidati: Danilo Toninelli, Bruno Vespa, Pietro Galeotti e Daniela Santanchè; vince Danilo Toninelli ma ritira il premio Pietro Galeotti che esordisce dicendo: “Porto i saluti di Tonelli che sta scavando a mani nude il tunnel del Brennero”. Galeotti che ha accennato al suo libro “La riunione”, ha voluto commentare la notizia di Fabio Fazio e del suo programma “Che tempo che fa” che ha lasciato Rai Uno per passare a Discovery. A viale Mazzini non hanno rinnovato il contratto in scadenza a giugno. “Una pagina terribile del servizio pubblico” ha detto Galeotti.
“Premio Miglior Comico Televisivo“, candidati: Matteo Renzi, Danilo Toninelli, Nicola Porro, Mario Giordano,; vince Nicola Porro, ritira il premio Gene Gnocchi. Il comico ha divertito con una serie di battute a raffica: “Sono diventato nonno il 27 gennaio per la prima volta, e dopo due giorni mi ha chiamato un’azienda di Milano per chiedermi di fare la pubblicità del montascale”. Gnocchi ha anche parlato della pandemia e dei suoi lavori passati, tutto condito con grande ironia.

Dopo un breve intermezzo musicale della Ridillo band, è stato consegnato il “Premio per la migliore standupper“, candidati: Giorgia Fumo, Altea Bonatesta, Yoko Yamada e Sofia Gottardi; a vincere Yoko Yamada, metà giapponese, metà bresciana, che ha parlato di sé, delle sue origini e della sua famiglia. “Sono emozionata e onorata, è il primo premio che ricevo e del tutto inaspettato” ha detto.
È stato poi decretato il vincitore tra tutti i bambini e ragazzi che hanno inviato un proprio disegno sul tema dell’umorismo, tra i 50 partecipanti, ha vinto il piccolo Samuele Palumbo con la Monnalisa che indossa la maglia del Napoli. Samuele è napoletano ma vive in Abruzzo ed è appassionato di fumetti. Vince un voucher da 500 euro da spendere in un’agenzia di viaggi.
“Premio forza politica più buffa” al Movimento estremista ligure, riceve il premio Andrea di Marco, cabarettista a Zelig e Mai Dire Gol, che ha intrattenuto il pubblico con un comizio sulla “superiorità” dei liguri e poi ha cantato una canzone che Bottura ha definito un “inno alla fratellanza, tolleranza e affetto” ma che, in chiave ironica, era tutto il contrario.
È arrivato poi il momento di un altro riconoscimento importante il “Premio alla carriera basta che continui in eterno” che è stato consegnato a Luciana Littizzetto in collegamento dagli studi Rai dove si stava preparando per la puntata di “Che tempo che fa”. Inevitabile, da parte dei due conduttori, accennare a quanto accaduto a Fazio e a “Che tempo che fa” e, per tutta risposta, il pubblico in sala l’ha sostenuta con un lungo applauso che Littizzetto ha definito “benefico”. La comica e conduttrice ha ringraziato per il premio: “È consolante, non sono giorni felicissimi”, poi ha cercato di stemperare con la sua solita ironia.

“Premio miglior standupper emergente“, candidati: Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Elly Schlein e Pasquale Gorrasi; ha vinto Pasquale Gorrasi che si è realmente esibito sabato 13 maggio proprio durante una serata di Stand Up Comedy.
Per ultimo è stato consegnato un Premio speciale in ricordo di Mattia Torre che ha collaborato alla sceneggiatura della serie televisiva Boris. Il premio è stato consegnato all’attore Valerio Aprea.
Il Festival “Antani. Comicità e satira come se fosse” è un progetto di Fondazione Livorno. La manifestazione è stata realizzata in collaborazione con Comune di Livorno e Teatro Goldoni e si è avvalsa del patrocinio di Regione Toscana
Cala così il sipario sul Festival dedicato all’Umorismo, all’insegna della satira intelligente, pungente ma senza mai cadute di stile.
Le immagini del Galà sono di Glauco Fallani
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