Un Soldo di Cacio. La lettera di Franco Santini ad Adriano

A scrivere è il personaggio del romanzo di Michele Cecchini

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Pubblicato ore 12:00

Emilio Cacini, meglio conosciuto come Soldo di Cacio, è il protagonista del romanzo di Michele Cecchini “Il cielo per ultimo”, uscito nel 2019 per Bollati Boringhieri. In questa rubrica, il Cacini risponde alle domande dei suoi e dei nostri lettori.

Questa volta la mia rubrichetta si articola in maniera differente dal consueto. In settimana, infatti, è giunta alla redazione di LivornoSera una gustosa lettera di Franco Santini, performer di arte contemporanea del duo “I Santini Del Prete”.

La missiva santiniana, che ho il piacere di riportare di seguito, è in risposta al signor Adriano, autore della lettera che ha animato la rubrichetta della scorsa settimana (la potete leggere qui).
Ora, che i miei venticinque lettori – a andarci larghi – dialoghino tra di loro, mi procura una soddisfazione e un godimento indicibili, per cui cedo loro volentieri spazio e parola.

Di Franco Santini ho parlato parecchio in una circostanza precedente, per cui in queste righe preferisco dirigermi verso il Teatro l’Ordigno di Vada, di cui è direttore artistico.
Mi limito al rilievo, all’inizio della missiva, del suo status di “Ferroviere”. Come fa a non tornare alla mente il meraviglioso film di Germi?
Quanto al contenuto, poche settimane fa è venuto alla luce un nuovo ardenzino, con cui Pitòre stringerà sicuramente amicizia. Si chiama Achille, e ad accompagnarlo ci sono due genitori molto in gamba.

La lettera di Franco mi ha fatto allargare la riflessione al mondo che attende Pitòre, Achille e tutti gli altri nuovi arrivati, e mi sono venuti i brividi. C’è da sperare che si siano accumulate in una botta sola tutte le congiunture sfavorevoli, e magari fra un po’ cominceremo a intravedere prospettive più decenti.
Così, vorrei soffermarmi sull’esortazione che compare al termine della lettera: “diamoci da fare”. Accolgo volentieri l’invito, anche perché, piccoletto come sono, con le cose “dal basso” ci ho una certa pratica. Ma per dare peso e forza alle parole di Franco Santini, aggiungo che questo invito proviene da un tizio che non è uso perdersi in chiacchiere. Anzi.
A proposito di attività “dal basso” – termine che per me ha un’accezione elevata – prendiamo, tanto per dire, la scorsa settimana.
Venerdì e sabato l’Ordigno ha ospitato una due-giorni dedicata a Fabrizio De André, di cui ricorreva il compleanno: Enrico Pompeo e “La Cattiva Strada” impegnati in uno spettacolo riconosciuto dalla Fondazione De André, e poi Lorenzo Taccini con la sua piccola orchestra.

E l’Ordigno in questo periodo si è pure occupato, parallelamente, della produzione dello spettacolo “E fu servita la cena”. Liberamente tratto da un testo di Stefano Massini, consiste un colloquio tra Adolf Eichmann e Hannah Harendt. È uno spettacolo profondo, duro, intenso, soprattutto per merito dei due interpreti, Claudio Monteleone e Nicoletta La Terra. Io, umile personaggetto di romanzo quale sono, non mi intendo granché di teatro, ma quando li ho visti nella data pisana, questi due mi son garbati un monte. Lo spettacolo è stato messo in piedi in occasione della Giornata della Memoria ma sta continuando a girare parecchio dalle nostre parti. A Livorno, è stato ospitato domenica scorsa al Museo del Mediterraneo e su LivornoSera è stato puntualmente recensito con un bel pezzo a cura di Simonetta Del Cittadino. Dimenticavo – ma occorre dirlo? Il regista è Franco Santini.
Insomma, uno che è un’autentica istituzione in un posto che si chiama “Vada”, sulle esortazioni va lasciato stare.
Cacio

Caro Adriano,
lei abita in zona “Stazione” e già questo mi commuove essendo io Ferroviere, figlio di Ferroviere e padre di due Ferrovieri. Poi ha scritto una frase che condivido e apprezzo totalmente: “per me tutto è politica tranne la politica”. Già, come abbiamo fatto ad arrivare a questi estremi è davvero allucinante. Deputati che non pur di non indossare la mascherina si fanno trasportare fuori dall’aula trascinati di peso da sei inservienti, presidenti del Senato (seconda carica dello Stato) che quando stanno scrutinando le schede dell’elezione del Presidente della Repubblica chattano impudicamente col telefonino. Che seguito può avere una Politica rappresentata da persone che urlano in televisione, si offendono tra di loro e diffondono esempi da NON seguire. Di questi tempi assistiamo a violenze di ogni genere perpetrate da adolescenti e, giustamente, ce ne preoccupiamo. Ma se gli esempi sono quelli che la “politica”, non tutta fortunatamente, ci offre c’è poco da stare allegri. Allora è la politica che viene dal basso a darci la speranza. Gigliola Cognetta la conosco anch’io e ne è un esempio splendido.
Ieri ero a Firenze e davanti a Palazzo Medici Riccardi stazionavano 5 o 6 pensionati che distribuivano volantini in appoggio ai migranti che arrivano nel nostro paese e che sono trattati come prigionieri. Nessuno li stava considerando, io mi sono avvicinato e ho parlato con loro. Alla fine quasi ci siamo abbracciati e baciati. Ho trovato quelle persone dei Politici straordinari. Non so che dire ma diamoci da fare, anche solo per sopperire alle mancanze dei nostri politici di professione.
Franco Santini

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