La Rubrica della Cespu: “Eccoci nel tanto atteso 2021”

Nuovo appuntamento con Covid and the City di Alessia Cespuglio

Grafica di Raffaele Commone
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Pubblicato ore 12:00

– di Alessia Cespuglio

Mentre prima parlavamo di un sacco di cose, e anche di sesso, adesso parliamo solo di Covid. Ammettiamolo. Tanto vale parlarne apertamente. Uno sguardo libero e quanto possibile sorridente su quello che ahinoi sta capitando a tutti.

Per domande, contributi, stimoli ed opinioni, per un confronto divertito vecchia maniera senza che sia solo “social”, scrivete a:
covidandthecity2.0@gmail.com

Buon 2021

Eccoci amici nel tanto atteso 2021! Buon anno a tutte e a tutti!

Come avete passato le feste? Io devo dire che questo Capodanno sobrio e intimo m’è piaciuto. È vero anche che in condizioni “normali” io avrei lavorato. Per cui ho passato pochissimi ultimi dell’anno fuori dalle scene, per cui non avevo dimestichezza con la dimensione casalinga, ma devo dire che per quanto mi riguarda non è stato niente male. Certo, le restrizioni, le pochissime amiche da vedere (eravamo 3 adulte e 2 minorenni che non contano pare), gli spostamenti limitati, però alla fine è passato pure questo 2020.

Ci sarebbero da dire mille cose belle e un miliardo di cose brutte di questo anno INDIMENITCABILE! Perché ce lo ricorderemo tutti e tutti insieme. Questa cosa che lo potremmo raccontare a chi verrà dopo di noi, mi affascina, non lo nego. E nella narrazione di tutto questo ci sono tante cose che testimonieranno quello che ci è accaduto come comunità mondiale, ma senza scomodare il mondo intero ci hanno pensato una nostra fotografa e artista livornese Laura Lezza insieme a Maria Pia Bernardoni. Quest’estate infatti nell’edizione 2020 di Effetto Venezia, la prima direttrice donna della manifestazione, Francesca Ricci ha inserito nella programmazione il loro progetto “Lessico di quarantena” un gran bel lavoro fotografico e di ricerca di parole che in seguito alla pandemia hanno fatto capolino nel nostro lessico quotidiano. Le parole sono state tratte da un testo di Stefano Bartezzaghi. Io e Stefano Santomauro le abbiamo intervistate sul nostro Sofà (Welcome on Sofà 2020 Piazza del Logo Pio-Cubo a cura anche di Raffaele Commone). Un lavoro molto interessante che spero possiate vedere quanto prima in rete.

Ma colgo l’occasione per fare le mie congratulazioni a Laura per aver vinto il contest per la miglior foto per la copertina de L’Espresso 2020: le mani di suo nonno Giorgio Allori, quasi 99 anni, prigioniero di guerra, che sfoglia i suoi quaderni della prigionia. Un esempio di Resistenza molto dolce ma al tempo stesso di una forza incredibile. Complimenti!!!

Foto vincitrice di Laura Lezza per L’Espresso

E di resistenza dobbiamo parlare a quasi un anno dall’inizio della Pandemia, di come ci sentiamo dopo tutti questi mesi, di come abbiamo intenzione di vivere questo 2021 aspettando il vaccino.

Amiche e amici, come mi sento io? Io ho finalmente casa, dopo traslochi, lavori fermi, scatoloni, e quello che ha previsto il mio lungo percorso per arrivare fino alla casa nuova. Bene! Io praticamente il primo giorno di lockdown inteso a casa sola o con le mie figlie senza essere ospite dai miei genitori o dalla mia amica Silvia Lemmi, l’ho fatto il 15 dicembre 2020. In ritardo massimo su tutte le vostre esperienze, e presa dalla sistemazione, non ho ancora subito il peso di questa condizione. Come dicevo agli amici nelle lunghe conversazioni whatsapp durante il primo lockdown a me era capitato il “Lockdown Karmico” a casa con i miei genitori in Pandemia. E l’ho sfangata!!! Già non è semplice trovarsi a prendere baracca e burattini a 41 anni e con due figlie, ma trovarsi bloccati in casa per mesi con la propria famiglia d’origine non è mai semplice. Per me poi! Ma invece a distanza già di pochi mesi ricordo solo i bei momenti. Piano piano sta svanendo il 1993 distopico che ho vissuto la scorsa primavera: io nel ruolo de “La figlia mai cresciuta”, i miei genitori nel ruolo “loro stessi”, la mia figlia maggiore nel ruolo “sorella minore molto simile per carattere alla mia vera sorella minore” e la mia figlia minore nel ruolo “ la sorellina molto più piccola mai arrivata”. Vince ovviamente la piccola Irma Pepper come miglior attrice non protagonista di questo curioso periodo familiare.

Ma nonostante spesso mi sia trovata ad urlare nel bosco a 200 mt da casa dei miei che non ne potevo più, vestita malamente da runner , alla fine ce l’ho fatta. Il pensiero che eravamo tutti protagonisti ognuno di un diverso panorama esistenziale mia ha sempre sostenuto, in questo caso intendo proprio TUTTI. E la consapevolezza che c’erano situazioni molto più complicate e meno privilegiate della mia, mi ha sostenuto quando lo scontro epocale era sul perché non pulivo il bagno esattamente come se lo aspettava facessi mia madre. Alla fine alla povera donna di mia madre la soddisfazione di vedermi pulire il bagno non l’ho mai data, ma detto questo ho riscoperto tante piccole cose del quotidiano che adesso apprezzo molto di più di prima.
MAMMA GRAZIE PER AVERMI SOPPORTATO!
Lo volevo dire pubblicamente. Anzi se volere dire qualcosa a qualcuno di vicino o lontano in questa rubrica SCRIVETE SCRIVETE SCRIVETE! Questa rubrica è qualcosa di pubblico, non propriamente social, e che fa sorridere ma dice anche delle cose che hanno un senso (spero ahahahahaahahahaha)!
Dedica il tuo lockdown a qualcuno!!!!
Ancora Buon Anno amiche e amici
Vi lovvo anche nel 2021
Una di noi

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