La Cespu risponde: “Non dobbiamo sottrarci dal vivere”

Alessia Cespuglio e la sua rubrica Covid and the City

Grafica di Raffaele Commone
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Pubblicato ore 12

  • di Alessia Cespuglio

Mentre prima parlavamo di un sacco di cose, e anche di sesso, adesso parliamo solo di Covid. Ammettiamolo. Tanto vale parlarne apertamente. Uno sguardo libero e quanto possibile sorridente su quello che ahinoi sta capitando a tutti.

Per domande, contributi, stimoli ed opinioni, per un confronto divertito vecchia maniera senza che sia solo “social”, scrivete a covidandthecity2.0@gmail.com, Alessia vi risponderà.

Ciao a tutte e a tutti cari amici,

eccomi, è di nuovo lunedì e la “Cespu risponde”, in attesa di scrivere e pubblicare mercoledì il pezzo “Non ci sono più i lockdown di una volta”.
È bellissimo leggere le vostre risposte, i vostri commenti e i vostri suggerimenti che mi stimolano moltissimo e nutrono questa bella avventura scritta.

Allora per non far sì che il Covid batta tutti gli altri mali, nonostante il periodo “malato” voglio segnalarvi uno spettacolo che andrà in streaming domani, martedì 1 dicembre, ore 21 per la giornata internazionale della lotta all’Aids , “Sottopelle” (clicca qui per vedere lo streaming) di Giulia Vannozzi. Questa autrice e attrice fiorentina ha saputo scrivere uno spettacolo importante: vi farà ridere, vi farà pensare e vi lascerà molto di più di quello che vi potete aspettare in streaming alla modica cifra di 3,90 euro. Giulia è una talentuosa autrice ed interprete intensa di tutte le se stesse che le affollano il cuore, la mente e la psicosi, soprattutto. Quindi guardatela. Si merita che la vediate in streaming e che poi, appena possibile, affolliate la platea quando sarà in scena a Livorno.
Ovviamente è in collaborazione con la LILA (Lega Italiana Lotta Aids). Poi mi direte.

Torno felice alle vostre risposte e condivido il pensiero di un’amica e artista Serena Gatti, anche lei è da aspettare con gioia alla riapertura dei teatri per vederla sul palco, tra i tanti lavori, in “Eros perVersi” e mi scrive un suo Delirio in Covid Time: “Bel pezzo. Concordo in pieno e grazie per sollevare l’argomento. Eros come gesto politico, ritorno al corpo, al sentire, ai sensi, all’incontro, all’orgasmo. A volte immagino come sarebbe se il virus fosse al contrario e se per non prenderlo saremmo costretti a baciarci tutti sempre ogni volta che ci vediamo”.

Eh già, che bello scoprire che l’unica cura per sopravvivere fosse quella di essere costretti a baciarci, sempre. Allora sì che ci sentiremmo davvero vicini. Hai perfettamente ragione Serena “eros come gesto politico”, un gesto di resistenza a tutto quello che in questo momento ci sta provando a levare la prospettiva. Sì perché quello che risulta difficile è accettare che la nostra realtà è “questa”. Davvero. È quella che viviamo: una pandemia mondiale. Non dobbiamo sottrarci dal “vivere”, la paura di morire non deve sostituirsi alla paura di non vivere. Mi auguro che non si rimandi la vita al post-Covid. Leggo sui social una specie di sospensione di tante emozioni: perché? Non ci si ama col Covid? Non si sogna? Non si può costruire? È chiaro che farlo in queste condizioni costa caro. Ma ah bene. Potete levarmi tutto ma non la voglia di farcela, nonostante i soldi che mancano, la difficoltò di fare un sacco di cose, la mancanza del lavoro, non auguro a nessuno la perdita della giusta prospettiva e qui mi lego alla bella risposta di un’amica poetessa Barbara Michicich e a voi il suo bel pensiero:

Ciao amore bello
seguo il tuo consiglio di sentirmi libera e orgogliosa di condividere il mio giramento-disappunto. Non per essere più o meno single durante questo periodo di chiusura da zona rossa (sperando si concluda tra una decina di giorni), ma piuttosto per ciò che noto continuamente e da sempre nel comportamento di alcune persone. Non amo la critica, il giudizio e per questo il mio vuole essere un richiamo al vecchio insegnamento del “rispetto”. Solo questo, non serve altro. Ricordiamoci del rispetto, per gli anziani, del lavoro altrui, della libertà di scelta, del diritto alla salute, del bisogno di insegnamento, di una figura autorevole e saggia, delle regole e delle leggi umane.
Tanta stima per quello che fai, per essere sempre presente nel contribuire a messaggi di solidarietà. Un abbraccio”.

Grazie Serena, grazie Barbara, grazie Giulia (andare in streaming senza pubblico è una fatica che non potete capire) per le vostre risposte e a tutti voi che vi prenderete due minuti per leggere queste righe.

A mercoledì.
E mi raccomando anche se fra pochi giorni torniamo ARANCIONI: mascherine, distanza, lavatevi le mani, non assembratevi ma soprattutto sorridete sotto quelle mascherine che si vede se c’avete il broncio!!!!

Con amore
Una di noi

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