La rubrica della Cespu: “Essere congiunti a Livorno”. Proposta a Salvetti: “Celebriamo i matrimoni rapidi sul lungomare”

Nuovo appuntamento con Covid and the City di Alessia Cespuglio

alessia cespuglio covid and the city
Grafica di Raffaele Commone
Share

Pubblicato ore 12:00

di Alessia Cespuglio

Mentre prima parlavamo di un sacco di cose, e anche di sesso, adesso parliamo solo di Covid. Ammettiamolo. Tanto vale parlarne apertamente. Uno sguardo libero e quanto possibile sorridente su quello che ahinoi sta capitando a tutti.

Per domande, contributi, stimoli ed opinioni, per un confronto divertito vecchia maniera senza che sia solo “social” scrivete a covidandthecity2.0@gmail.com, Alessia vi risponderà.

Eccomi,

innanzitutto oggi è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, e mi sento sempre in dovere, con amore e rispetto di ricordare le Sorelle Mirabal brutalmente uccise il 25 novembre 1960. Se non conoscete la loro storia ecco qui alcune notizie a riguardo. E a loro che è dedicata la giornata di oggi.

Allora Care amiche e cari amici,
come state? Come va il lockdown?

Riflettevo in questi giorni pensando alla zona rossa, a questo fantomatico 3 dicembre dove sembra che le restrizioni Covid per il Natale saranno allentate, e già leggo qua e là che “si consiglia” di vedere giusto i congiunti indispensabili e frasi del genere. Già le valuto considerazioni davvero arbitrarie considerando la Pandemia Mondiale, ma penso alla nostra bellissima città. Secondo i dati Istat 2018, Livorno, tra i comuni con più di 10.000 abitanti, è la città con il maggior numero di divorzi d’Italia con più del 14% di coppie divorziate. La media nazionale è del 5% circa. Siamo 3 volte più divorziati del resto del paese. Dopo di noi Triste (12%) e Aosta (11%). E’ il dato che mi interessa. Perché di Livorno si può dire tante cose, ma sicuramente non è una città che non ama l’amore. Anzi. Il dato dei divorzi non rende merito al “bolleggiume” sentimentale della nostra città. Quello che non si legge dai meri dati Istat è che, nella maggior parte dei casi, al divorzio segue un nuovo accompagnamento. Anche nuovi figli. Io per esempio ho due figlie da due compagni diversi, con uno sono divorziata (grazie a Dio! Sposarsi a 20 anni non è sempre una grande idea. Annotatevelo!) e dal secondo amabilmente separata ma fai da te in quanto non sposati (quando devo compilare delle domande per l’Inps vado direttamente alla voce “Altro” e comincio con “Allora, parliamone”).

A Livorno ci si ama e di molto. E succedono sempre un sacco di cose interessanti a riguardo. Ma la mia attenzione non deve trarvi in inganno, non mi interessa puntare l’attenzione su piazzate, macchine rigate e scritte sui muri, che sicuramente sono bellissime da raccontare ma quello che mi interessa è il fenomeno che per noi sembra normale, delle “famiglie allargate”.

“L’omo di mi mà”, “il babbo del mi fratello”, “la fidanzata di babbo”, “non è il mi nonno ma è come se lo fosse” sono tutte espressioni che sentiamo quotidianamente e ormai senza alcun problema. La separazione è un’esperienza dolorosissima per tutti, senza esclusione, io ne ho passate due e non lo auguro a nessuno ma quando il dolore viene affiancato, nel tempo, da un bel rapporto, allora fiorisce l’animo nostro e le cene da improbabili diventano capolavori assoluti di umanità.
E quindi un bambino o una bambina di queste fortunate famiglie allargate come li sceglie i congiunti da vedere? Quando le famiglie raddoppiano, quando anche i nonni sono separati e ri – accompagnati e anche il ramo “nonni” raddoppia come si sceglie? La nostra è una città che crede nella famiglia, ma non di sangue, quella dell’accoglienza vera. Ci sono persone che ne crescono delle altre solo per amore e non per dovere. E non succede ovunque. Quindi Caro Conte con noi dovrai avere un po’ di pazienza. Dovremo avere una dispensa particolare per permettere agli affetti allargati livornesi di scambiarsi un saluto per Natale. Non parlo di quei saluti fatti per forza, con quel senso cattolico intriso di senso di colpa al quale non ho mai creduto ma parlo di un sentimento laico e meraviglioso che ci rende una città molto bella e libera. Degli amici che diventano famiglie vere e proprie ne parlerò in un altro articolo.

Per concludere questa riflessione, vorrei condividere con voi un’idea assurda che ho avuto durante il primo lockdown e ci taggo anche il nostro Sindaco Luca Salvetti che magari ci fa una risata sopra.
Insomma l’idea è questa, premesso quanto detto finora, ma perché il Comune di Livorno non chiede un permesso per celebrare i matrimoni “rapidi”? Ci troveremmo un turismo esclusivo, un indotto incredibile di lune di miele e finalmente tutti quelli presi dal sacro furore dell’amore potranno avere il loro selfie sulla terrazza al tramonto da novelli sposini. Ho già tutto chiaro per la gestione caro Sindaco, non diventerà una nuova Las Vegas, tutto in spirito labronico 2.0 ma è chiaro che appena sposi cosa fai non dormi qui? Non vai a mangiare qualcosa? Magari vedi una mostra, uno spettacolo, un bel concerto, un giro in battello. Mi sembra così ovvio.
Insomma basta Venezia o Verona come città dell’amore!!!! Abbiamo Livorno! E poi li mandiamo a divorziare a Pisa, così aiutiamo i nostri cugini che tanto non incassano più con la Torre pendente come prima. La città sarebbe piena di lavoro e nessuno sarebbe come noi.

Non è una bellissima idea? Da tutta Italia con una bella app prenoti la tua cerimonia sul lungomare Livornese.
“Andiamo a Livorno” potrebbe diventare il nuovo #mivuoisposare.
Si lo so, è assurdo. Ma il Covid ci leva, il Covid ci dà. Anche idee assurde per sorridere. E chissà che non sia una bella idea.
Chi mi conosce sa che io amo i matrimoni, e non solo i miei presunti, falliti o ipotetici. Ma non dimenticatevi che è un rito e io sono attrice, il teatro è un rito continuo, confermato ad ogni replica. Chiaro che ne amo questo aspetto e non la parte di contrattualità legale, anzi.
E con questo bel pensiero di una Livorno piena di spose e sposi o spose e spose e o sposi e sposi, uniti con tutti i riti possibili, insomma piena di gente che si ama, vi saluto e scegliete bene i vostri congiunti per Natale! Non dimenticate quello che non vi chiama mai, proprio lui o lei è quello che ha più voglia di vedervi!!!
Aspetto le vostre mail amiche e amici
Con amore
Una di noi
P.S. Lo dico anche se lo do per scontato: mascherine, distanza, lavatevi le mani, non assembratevi ma soprattutto sorridete sotto quelle mascherine che si vede se c’avete il broncio!!!!

© Vietata la riproduzione

2 Comments

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*