Garfagnana. Isola Santa, incatevole borgo immerso nel verde

Un panorama bellissimo immerso in un silenzio surreale

isola santa
Panoramica del borgo
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di Patrizia Caporali:

GARFAGNANA – Un paesaggio pittoresco, un borgo che sembra uscito da un libro di fiabe e, ancora una volta, una storia di abbandono. Poi una sorte diversa: la resurrezione e una nuova vita. Isola Santa di Garfagnana (Lucca) è un vero gioiello affacciato su un piccolo lago e incastonato nel Parco delle Alpi Apuane, con una storia molto simile a tante altre località.

Antichissimo, sorto nel buio del Medioevo intorno a un hospitale, meta di sosta per viandanti, pellegrini e anche per contrabbandieri di sale, rimane a lungo in uno stato di estrema povertà ed emarginazione, a causa del difficoltoso collegamento con le località vicine.

Ma se alla fine dell’Ottocento la costruzione di una nuova via di accesso sostituisce il disagevole tracciato medievale, insieme all’isolamento finisce anche la pace: nel 1950, con il progresso, arriva la costruzione di una diga per l’energia idroelettrica che costringe gli abitanti ad abbandonare le casette sull’acqua.

L’Isola Santa diventa un paese fantasma, ma come per incantesimo, accade qualcosa. Il fascino di quel luogo non può essere dimenticato, i vecchi abitanti e i loro figli con passione e tenacia riportano la vita sulle sponde del lago, in mezzo ai castagni.  Così, un piano di recupero storico-ambientale riporta l’interesse e la curiosità di molti visitatori.

È solo un pugno di case in pietra con tetti di ardesia, dove è possibile soggiornare per qualche notte, attorno alla chiesa di San Jacopo, risalente al Seicento; le piccole vie del borgo oggi sono ancora in stato di abbandono, ma in basso un bar-ristorante con terrazza sul lago, una casa-vacanze, alcune spiaggette e insenature accolgono per una sosta rilassante in mezzo alla natura.

Panorami bellissimi e un silenzio quasi irreale, talvolta interrotto dalla voce del vento che sembra giocare tra i rami degli alberi, il luogo ideale per raccogliere funghi, pescare trote selvatiche e dedicarsi all’escursionismo. Incantevole… c’era una volta e per fortuna c’è ancora questo borgo pittoresco dal fascino antico, magico, misterioso che nonostante il tempo e l’abbandono, continua a dare sensazioni straordinarie.

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