Vicolo dei Lavandai, quando i panni si lavavano… in pubblico

Un piccolo angolo che si trova a Milano

vicolo dei lavandai
Il ruscello dove un tempo andavano i lavandai
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  • di Patrizia Caporali

Incredibile come in una metropoli moderna, progredita, talvolta frenetica come Milano, esista un angolo così romantico e ricco di quel fascino che quasi stordisce per la sua bellezza antica.

vicolo dei lavandai
Una foto d’epoca

Sul Naviglio Grande, vicino alla Darsena di Porta Ticinese, lo storico Vicolo dei Lavandai riporta alla meraviglia popolare, quando i corsi d’acqua attraversavano la città ed entravano nella quotidianità degli abitanti fino a caratterizzarne la vita stessa.

Necessario riflettere sul nome in quanto il vicolo è intitolato ai lavandai e non alle lavandaie; nell’Ottocento, infatti, erano gli uomini, organizzati in una vera e propria associazione, che lavavano i panni delle famiglie benestanti. Il loro posto fu preso dalle donne solo nel secondo dopoguerra.

Così, inginocchiati sul tipico brellìn, la cassetta di legno, spesso con cuscino rivestito in cuoio, la tettoia a protezione dalle intemperie, le schiene curve e gli indumenti immersi nel fossett, nel ruscello, i lavandai sfregavano energicamente sulle tipiche pietre inclinate, oggi abbellite con piante e fiori.

vicolo dei lavandai
Il Vicolo oggi con la postazione per il lavaggio dei panni

Così, a testimonianza di un’epoca indimenticabile, troviamo la caratteristica centrifuga in legno del primo ‘900 che serviva per strizzare i panni e ridurre la fatica dell’ingrato lavoro e poi le strade strette, il Naviglio, i locali caratterizzati da epoche, destinazioni e stili diversi.

Recentemente restaurato, il Vicolo dei Lavandai è davvero un angolo fuori dal tempo che ha mantenuto intatta l’atmosfera tipica della vecchia Milano popolare e che i milanesi, in un sondaggio lanciato da un noto giornale, hanno decretato vincitore tra i luoghi preferiti, superando addirittura il Duomo e il Castello Sforzesco.

Nessuno stupore davanti a tale scelta, la zona dei Navigli è ormai diventata il vero fulcro dell’identità meneghina e il Vicolo rappresenta l’anima popolare della città, non quella turistica, religiosa, monumentale.

Un vicoletto tanto piccolo, un mondo pittoresco dove si respira la storia, lontano dai ritmi convulsi della metropoli, un luogo dove non c’è nulla di strabiliante. È solo uno spazio intensamente poetico e di forte attrazione per i tanti turisti e per tutti quei cittadini un po’ nostalgici che amano ricordare la Milano di duecento anni fa.

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