Via Margutta, la strada degli artisti dalle atmosfere antiche

Simbolo indiscusso della strada è la Fontana delle Arti

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La Fontana delle Arti di via Margutta
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  • di Patrizia Caporali

Ci sono strade che affascinano anche quando si vedono per la prima volta, in particolare nei piccoli centri dall’atmosfera medievale, ma a volte anche nelle grandi città come Roma riescono a stupire, perché sono angoli in cui il tempo sembra essersi fermato, dando forse un’immagine un po’ stereotipata, ma sempre molto magnetica.

E proprio visitando Roma, è piacevole fuggire dal caotico delirio cittadino per rifugiarsi in un luogo tranquillo, in una strada nascosta tra piazza del Popolo e la notissima piazza di Spagna, che vive dei mitici riflessi della Dolce Vita, dei grandi attori, da Anna Magnani a Federico Fellini e Giulietta Masina che qui stabilirono la propria residenza, ma soprattutto dei grandi artisti come Giorgio de Chirico, Novella Parigini, Renato Guttuso, Pietro Paolo Rubens, Nicolas Poussin, Pablo Picasso.

Siamo a Via Margutta, una strada che un tempo non aveva la nobiltà di oggi, prima era una via anonima, un semplice viottolo sul retro dei palazzi di via del Babuino dove, nel Medioevo, un ignoto artista crea la prima bottega in cui si fanno ritratti, fontane e ringhiere, avviando così una fiorente industria che attira molti altri artisti non romani, spesso stranieri o anche italiani provenienti da località diverse che, al posto di stalle e baracche, costruiscono case, botteghe, giardini e ristoranti storici unici nel loro genere.

Via Margutta è una strada storica, definita di nobile semplicità e quieta grandezza dal grande archeologo Johann Winckelmann, dove sembra davvero di essere catapultati in un’altra dimensione, in cui convivono epoche diverse. Perché, se i laboratori artigiani riportano a un passato che altrove sembra scomparso, la presenza delle gallerie d’arte ricordano il presente di via degli artisti, mentre i negozi di design e la street art proiettano in un futuro, a dimostrazione che le diverse anime della città possono coesistere in perfetta armonia.

Simbolo indiscusso della strada è la Fontana delle Arti, un’originale fontanella a base triangolare, raffigurante le arti in un insieme allegorico che rimanda al cavalletto, alle maschere, alle tavolozze, ai pennelli, ai compassi degli scultori. I due mascheroni centrali, uno triste e uno lieto, simboleggiano gli artisti e il loro altalenante stato d’animo, mentre versano acqua nelle due piccole vasche sottostanti.

Location preferita per numerosi sceneggiati e film come Vacanze Romane, Le modelle di via Margutta, Un americano a Roma, Via Margutta, I miei primi quarant’anni, la strada conserva tutte le caratteristiche, i colori e gli odori che affascinarono tutto il jet-set italiano dell’epoca e rimane un luogo in cui ancora oggi a possiamo respirare quest’aria tutta speciale, diversa da ogni altra, grazie all’Associazione 100 Pittori di Via Margutta che ogni anno, dall’autunno 1953, organizza grandi mostre ed eventi lungo la strada.

Qui è come essere fuori Roma, stando nel pieno centro di Roma. Ritmi lenti, sampietrini, fontane e palazzi coperti di rampicanti, insomma, con i suoi cinquecento metri o quasi, Via Margutta non smette di affascinare e di richiamare tutti quei nostalgici che amano ritrovarsi in atmosfere un po’ antiche e un po’ chic al tempo stesso, per apprezzare il rumore dell’acqua che sgorga dalla fontana, per passeggiare con calma e ammirare ogni dettaglio, per respirare la magia di tanta storia e soprattutto di tanta arte.

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