Ventotene, piccola isola dove il cielo si confonde con il mare

Sede del maestoso carcere di Santo Stefano

l'isola di ventotene
Ventotene
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Pubblicato ore 12:00

  • di Patrizia Caporali

LAZIO – Uscire, tornare a respirare, vivere la primavera! E dove se non in un luogo dove il cielo si confonde con il mare e insieme abbracciano un piccolo lembo di terra? Ventotene altro non è che una piccola isola di origine vulcanica, la più piccola dell’Arcipelago delle Isole Pontine, situata nelle limpide acque del Mar Tirreno.

E l’incanto appare sulla terra come nella profondità del mare dove, tra corvine e castagnole, spugne scarlatte che ricoprono le pareti delle grotte, cunicoli e gorgonie, è possibile trovare reperti archeologici di navi affondate in epoca romana. Ma il fascino di Ventotene consiste soprattutto nel suo aspetto di isola dove il tempo sembra essersi fermato: tutto è rimasto quasi come duecento anni fa.

Meno di tre chilometri di costa popolata da poco più di seicento abitanti, che si percorre a piedi, avvolti dalla bellezza di quei panorami capaci di dare la sensazione di essere sempre in mezzo al mare.

Conosciuta già ai tempi dei greci che probabilmente la consideravano come punto d’appoggio per le prime colonizzazioni, Ventotene diventa poi una colonia romana utilizzata dall’imperatore Augusto come luogo d’esilio per membri dell’impero. Da luogo di confino per i nemici dell’impero, qui vengono esiliate anche diverse donne, per prima sua figlia Giulia accusata di adulterio, poi Agrippina Maggiore, Flavia Domitilla e Claudia Ottavia, prima moglie di Nerone, ripudiata perché sterile.

Dopo un periodo di declino in epoca medioevale, è grazie ai Borboni che l’isola torna a essere urbanizzata, con la costruzione del borgo attorno al Porto Romano, la chiesa di Santa Candida, le rampe che salgono dal porto verso piazza della Chiesa e il maestoso carcere di Santo Stefano, sorto sull’omonimo isolotto nel 1795.

Quando verso la fine del XIX secolo viene annessa al Regno d’Italia, Ventotene torna a essere zona di esilio per i nemici del fascismo. Tra i detenuti più famosi del carcere di Santo Stefano, troviamo l’ex presidente Sandro Pertini, poi Andrea Terracini e Altiero Spinelli che, insieme a Ernesto Rossi e Ursula Hirshmann, tra il 1941 ed il 1944, scrivono il Manifesto di Ventotene, un trattato nel quale si chiede l’unificazione dei paesi europei, anticipando così la nascita dell’Europa Unita.

In un soggiorno sull’isola, al di là delle splendide, numerose spiagge, è bello anche ripercorrere quanto rimane dell’indimenticabile passato della civiltà romana, cominciando dal Porto scavato nel tufo, poi la peschiera usata per l’acquacoltura e le imponenti Cisterne allestite per preservare l’acqua piovana e giungere infine sul promontorio di Punta Eolo ad ammirare i resti di villa Giulia, costruita suggestivamente a picco sul mare.

L’aspetto positivo di Ventotene, indubbiamente consiste in ciò che le manca: qui non ci sono auto, non esistono grandi alberghi e non esiste quell’onda turistica disordinata che si riversa con l’arrivo della bella stagione.

L’isola è semplicemente un luogo di una bellezza struggente che conserva valori e tradizioni particolari come il festeggiamento di Santa Candida, nel mese di settembre, quando decine di mongolfiere si alzano in cielo volando verso il mare, accompagnate da fuochi d’artificio. Nella mattina dell’ultimo giorno di festeggiamenti, la banda fa il giro dell’isola, visitando i giardini in cui le signore offrono abbondanti colazioni e infine, a sera, la suggestiva processione della Barca di Santa Candida in cui si narra fu ritrovato il corpo della Santa.

Colori, profumi, emozioni che si imprimono nella memoria e danno un tocco di magia e di piacevole relax..

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