Un’oasi di pace tra cascate e ciliegi: è il giardino giapponese a Roma

A due passi dal centro. Visite gratuite

ROMA – Già nell’antichità i giapponesi progettavano meravigliosi giardini per soddisfare il piacere estetico di nobili e imperatori, o anche per favorire la contemplazione e la meditazione del culto buddista. Oggi, invece, tutti possiamo camminare in un angolo di oriente, in un piccolo paradiso creato con una perfezione piena di significato, all’interno dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma, proprio a due passi dal centro.

Le piante del giardino

Il Giardino Giapponese è un incanto in cui tutto testimonia l’ancestrale necessità dell’uomo giapponese di creare qualcosa vicino alla propria abitazione per partecipare direttamente al mondo naturale, per sentirsene parte, quasi per congiungersi con il fluire del tempo. Sconosciuto da molti, richiede cure continue e costose che non consentono di renderlo disponibile tutto l’anno, per cui rimane aperto ai visitatori soprattutto nei momenti di maggiore suggestione, in autunno e in primavera, quando è possibile assistere alla fioritura dei sakura, i ciliegi in fiore.

Qui il noto architetto Ken Nakajima, ha raccolto tutti gli elementi essenziali e tradizionali del giardino di stile sen’en: il laghetto, la cascata, le rocce, le piccole isole, il ponticello, la lampada di pietra, il lento muoversi delle carpe nell’acqua, lo spettacolo stesso dell’acqua che corre verso il basso, là dove poi il movimento diventa quiete; un’atmosfera particolare, il luogo ideale per mantenere, o ritrovare, la calma dello spirito.

Passeggiando in questa oasi di pace e di splendore, si ha l’impressione di procedere su cammini che sembrano solo logici, casuali, ma che invece fanno parte di un percorso studiato con cura, dove ogni particolare si inserisce con rispetto in un ambiente minimalista ma non privo di grandezza, dove tutto è davvero un trionfo di elementi naturali come l’acqua e la terra, di elementi statici come le rocce provenienti dalla Toscana e di elementi dinamici come le piante.

                                   I ciliegi giapponesi

Tante piante in un raffinato connubio tra le caratteristiche nipponiche e le altrettante essenze locali, significativamente rappresentate, vicino all’ingresso del giardino, da due alberi che sembrano quasi abbracciarsi, intrecciando i loro rami. Sono l’ulivo, tipico della civiltà italiana e mediterranea e il ciliegio, simbolo per eccellenza del Giappone, a testimonianza del forte legame di amicizia che esiste tra i due paesi.

Effettuare una breve visita guidata di circa mezz’ora, camminare sul sentiero, facendo attenzione a rispettare il delicato equilibrio di questo luogo magico per ammirare qua e là il glicine, la camelia, l’acero cinese e giapponese, il mirto, la magnolia stellata, gli iris e i pini nani, fino a giungere alla veranda. Una struttura a un solo piano, simile ad un gazebo, che da un lato permette di contemplare il giardino, mentre l’altro si affaccia sul millenario e superbo panorama storico di Roma.

Un luogo affascinante, quasi sacro, dove è possibile scorgere tutta la saggezza orientale, un giardino piccolo, espressione di quella cultura giapponese che da sempre rinuncia al gigantismo, per inchinarsi con rispetto di fronte alla natura, senza avere mai la pretesa di sfidarla.

L’Istituto si trova in via Antonio Gramsci 74, vicino a Villa Borghese. La visita al giardino è gratuita, ma bisogna prenotare. Tutte le informazioni qui.

Patrizia Caporali

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*