Un livornese in viaggio: Basilicata e Salento. Terza tappa

Le città e i paesaggi di Melfi e Venosa

Nei pressi di Melfi. Foto: G. Fallani
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Pubblicato ore 12:00

  • di Diletta Fallani

Partenza verso il Sud non solo alla ricerca dei monumenti e dei luoghi d’arte più caratterizzanti e significativi, ma anche e soprattutto alla ricerca di quegli spazi vasti e incontaminati che ancora, e non si sa per quanto tempo, caratterizzano zone come la Basilicata ed il Salento più rurale.

Melfi

Monumento a Orazio a Venosa. Foto: G. Fallani

Presenta un centro storico di aspetto complessivamente medievale. Si colloca nell’estremo nord della Basilicata, alla base del  Monte Vulture , vulcano ormai inattivo. Con la  caduta dell’Impero Romano , la zona, occupata dai  Bizantini  e poi dai  Longobardi , iniziò ad acquistare maggior importanza, ma fu con l’avvento dei Normanni  che iniziò ad assumere un ruolo fondamentale.

Nel 1042,  Guglielmo Braccio di Ferro  di  Altavilla  ottenne dal  duca longobardo   Guaimario IV di Salerno  il riconoscimento ufficiale della conquista della città. I normanni partirono, quindi, da Melfi per mettere sotto il proprio dominio l’intero meridione d’Italia. A Melfi, sede della  contea di Puglia , si tennero ben cinque  concili .

Venosa

Si trova nel territorio del Vulture ed è da molti considerata tra i borghi più belli d’Italia. Il sito preistorico di Notarchirico, posto a pochi chilometri dal centro abitato, è il più antico della Basilicata. La città fu fondata dai romani nell’anno 291 a.C. a controllo della valle dell’Ofanto, e della via Appia. I Romani dopo la vittoria sui Sanniti, dedicarono la città a Venere, divinità cara ai vinti e qui nacque e trascorse la sua adolescenza il grande poeta latino Quinto Orazio Flacco.

Galleria fotografica di Glauco Fallani

  • A Melfi. Foto: G. Fallani

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