Un livornese in viaggio: Basilicata e Salento. Seconda tappa

Un percorso verso sud tra spazi vasti e incontaminati

Nei pressi di Montesarchio. Foto: G. Fallani
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Pubblicato ore 16:00

  • di Diletta Fallani

Partenza verso il Sud non solo alla ricerca dei monumenti e dei luoghi d’arte più caratterizzanti e significativi, ma anche e soprattutto alla ricerca di quegli spazi vasti e incontaminati che ancora, e non si sa per quanto tempo, caratterizzano zone come la Basilicata ed il Salento più rurale. Si parte con la seconda tappa (leggi la prima tappa del viaggio).

Montesarchio

Nei pressi di Montesarchio. Foto: G. Fallani

La zona di Montesarchio (Benevento) è identificata con la città sannita di Caudium  (fondata nel VIII a.C.), capitale e agglomerato più importante del  Sannio  caudino la città è famosa per la  battaglia delle Forche Caudine (seconda guerra sannitica) in cui i romani vennero sconfitti dai sanniti e costretti a subire la pena delle  forche caudine. La città venne distrutta dopo la disfatta della lega sannitica nel  IV secolo a.C.

Sotto la dominazione dei longobardi  nacque un nuovo agglomerato urbano chiamato “Latovetere“, tipicamente medievale, con le case addossate al castello e alla torre. In  epoca normanna , grazie all’incremento demografico, nacque invece il quartiere “Latonuovo“. Quel che mi ha maggiormente interessato e con il quale sono venuto a diretto contatto sono le variazioni morfologiche che caratterizzano il territorio circostante.

Benevento

Benevento, Chiesa Santa Sofia. Foto: G. Fallani

Si narra che Benevento debba le sue origini all’eroe greco  Diomede , sbarcato in Italia dopo la distruzione e l’incendio di  Troia . Diomede avrebbe riservato per la città una zanna del mitico  Cinghiale Calidonio  (simbolo di Benevento) ucciso da suo zio  Meleagro .

Chiamata inizialmente Maloenton dalle native popolazioni sannitiche , per poi essere rinominata dagli  antichi romani  prima Maleventum e infine Beneventum, la città vanta un cospicuo patrimonio storico-artistico e archeologico frutto delle varie dominazioni ed affiliazioni susseguitesi nel corso della sua storia.

Dal giugno del  2011  la  chiesa a pianta centrale di Santa Sofia , edificata nel 760 dal duca longobardo  Arechi II , è entrata a far parte del  patrimonio dell’umanità   UNESCO . Simbolo della città è l’arco di Traiano  che risulta essere uno degli archi trionfali romani con rilievi meglio conservati.

Galleria fotografica di Glauco Fallani.

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