Umbria. Le Fonti del Clitunno, piccolo eden botanico

Uno specchio d’acqua alimentato da numerose sorgenti sotterranee

Foto di Sharytex da Pixabay
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  • di Patrizia Caporali

Un verde angolo di paradiso, un parco naturalistico che si estende per oltre 10 mila metri quadri, su un itinerario fuori dai classici circuiti turistici dell’Umbria. Siamo tra Spoleto e Foligno, alle Fonti del Clitunno, uno specchio d’acqua alimentato da numerose sorgenti sotterranee che anticamente formavano un fiume navigabile fino a Roma, lungo le cui rive sorgevano lussuose ville e terme.

Nel 440 d.C. un violento terremoto modifica radicalmente tutta l’area disperdendo gran parte delle vene, ma rimane un luogo dalla bellezza surreale dove la natura, tra rigagnoli, cascate, ponti e sentieri, crea un labirinto di rara suggestione.

Considerate già sacre dai Romani che giungevano qui per interpellare l’oracolo del dio Clitunno, sono un piccolo eden botanico, naturalistico e anche letterario, fonte di ispirazione per poeti, scrittori e pittori. Non a caso Virgilio riporta la leggenda dei buoi che diventano ancora più candidi, immergendosi nelle acque del fiume; Plinio il Giovane scrive un’epistola ricordando la sacralità del fiume, così come ne rimangono ispirati Corot, Byron e Carducci, che le celebra con la sua Ode alle Fonti del Clitumno,

Trascorrere qualche ora qui, tra la rigogliosa vegetazione di cipressi, pioppi, salici e gelsi, ha un sapore straordinario in ogni momento dell’anno, non solo per l’atmosfera magica di un luogo così lontano dai ritmi della routine quotidiana, ma anche per quella bellezza piena di colori che cambiano a seconda delle stagioni e dell’intensità della luce che incontra la vegetazione circostante. Un caleidoscopio che va dal giallo al verde chiaro, al verde smeraldo, all’azzurro turchese del laghetto popolato da cigni e anatre.

Poco lontano da qui, un luogo carico di energia e di storia, il Tempietto del Clitunno, un elegante edificio in stile corinzio costruito dai Longobardi, signori del Ducato di Spoleto, intorno all’originaria chiesetta paleocristiana, testimonianza di un passato glorioso e tutelato oggi come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Una volta arrivati qui, è impossibile non percepire la magia delle acque cristalline, delle sfumature di colore, della semplicità austera e raffinata che le Fonti del Clitunno sembrano racchiudere per trasmettere un vero potere catartico, capace di rigenerare e infondere incredibile serenità.

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