Triora, la “Salem italiana” a pochi passi da Imperia

Trenta donne del luogo furono accusate di stregoneria

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Il cartello con l'immagine della strega dà il benvenuto a Triora
  • di Patrizia Caporali:

IMPERIA – Leggende, storia, folklore e tanti misteri ancora irrisolti nel piccolo caratteristico borgo medievale di Triora, noto anche come il Paese delle streghe. Già il nome di origine latina, tria ora, ovvero tre bocche, quelle di Cerbero rappresentato nello stemma del Comune, può riferirsi ai tre fiumi che confluiscono su questo territorio oppure ai tre principali prodotti della sua economia: grano, castagne e viti.

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Lo stemma di Triora

Triora è un borgo antico e silenzioso che dai suoi 800 m. di altezza si affaccia su una stupenda vallata, nell’entroterra di Imperia e porta tutti i segni di un passato dal fascino oscuro e comunque di grande importanza strategica come fortezza inespugnabile della Repubblica di Genova.

Fin dalla preistoria, infatti, l’area appare disseminata da menhir e cerchi di pietre e tante, troppe testimonianze parlano di streghe presenti in diverse occasioni e ne accrescono la fama magicamente macabra.

Già nel 1400 viene costruita una chiesa dedicata a San Bernardino al cui interno aleggiava un clima di paura: il terribile affresco di uno spaventoso Giudizio Universale ci mostra particolari raccapriccianti di sofferenze, dannati, demoni, sangue, bambini angosciati, fattucchiere. Tutto questo forse anche per alimentare del terrorismo psicologico su una popolazione che già viveva in condizioni di difficoltà e degrado, sotto il dominio di potenti avidi e arroganti. Facile, quindi, pensare sia frutto del maligno, della stregoneria, tutto ciò che è avverso, malato, strano.

In un contesto così poco felice, nella seconda metà del 1500, la natura imprime una nuova scossa alla fragile stabilità della comunità di Triora portando un periodo di carestia e fame e non ci vuole molto per far credere alla gente povera e ignorante che quella calamità era dovuta alle malvagie baggiure, le fattucchiere, le streghe. E niente di più immediato che ritenere di poter risolvere sacrificando le donne più strane del paese, quelle che avevano una certa dimestichezza con le erbe medicamentose e aromatiche, quelle che per la credenza popolare venivano considerate portatrici di malocchio e malefici.

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Trenta donne del luogo vengono accusate, torturate e alcune anche condannate a morte, perché ritenute responsabili di celebrare i propri rituali demoniaci nei pressi della Cabotina per provocare disgrazie, pestilenze, piogge acide, stragi di bestiame e addirittura di cannibalismo verso neonati. Iniziano i feroci processi alle streghe con gli orrori dell’Inquisizione, le magie, i misteri che hanno contribuito a creare il lato oscuro di questo suggestivo borgo.

Poi, nel tempo, la tristezza dell’abbandono fino al declino più duro inflitto dalla seconda guerra mondiale con la furia dell’esercito nazista che incendia e rade al suolo buona parte del paese.

Oggi un’efficace promozione turistica ha saputo far rinascere Triora, rendendola una delle mete più ricercate dagli appassionati del mistero oltre che una piacevole località di villeggiatura alpina, vicina al confine francese e frequentata da un pubblico sia nazionale che internazionale.

Un dedalo pittoresco di viuzze tortuose, caruggi stretti e bui anche in pieno giorno, e poi le volte, i cortili segreti con i bellissimi portali scolpiti, realizzati in ardesia, tutto in perfetta sintonia con l’atmosfera magica tra il sacro e il profano. Tanti particolari che raccontano antiche storie di fede e paganesimo: decorazioni di buoi, teste di pietra, personaggi avvolti dal mistero, motivi sacri, ma anche gatti neri e scope sulle porte delle case.

Qui dalle piccole chiese medievali sparse per il borgo alla statua della strega nella piazzetta, alle rovine del Castello, alla Cabotina, il rudere dell’abitazione situata all’estremità est del paese, dove le streghe erano solite riunirsi e praticare i propri Sabba, al cimitero da cui si può spaziare sull’intero paese e sui centri abitati circostanti.

Ma forse il luogo più accattivante è, senza dubbio, il Museo Etnografico e della Stregoneria, che non è solo una semplice esposizione di oggetti, ma è soprattutto un invito a visitare e apprezzare l’antico paese, la vita semplice di un tempo e a riflettere sulle ingiustizie compiute dal Tribunale dell’Inquisizione.

E poi ancora i negozietti di artigianato locale dove è possibile trovare souvenirs insoliti o addobbi scherzosi per la festa di Halloween, perché Triora è un vero gioiello che continua a stupire con monumenti di grande valore, mentre si bisbigliano ancora leggende spaventose e passeggiando si può avere l’impressione di essere osservati. Qui le streghe ci sono sempre state e, forse, ci sono ancora.

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