Torino misteriosa. Il portone del diavolo è davvero diabolico?

Tante le leggende che vi ruotano attorno

portone del diavolo
Torino dall'alto
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  • di Patrizia Caporali:

TORINO – Affascinante, esoterica, da sempre legata alla magia nera come alla magia bianca. Siamo a Torino, città sfarzosa e piena di bellezze straordinarie dove fatti misteriosi, culti strani e leggende prodigiose ne arricchiscono l’indiscutibile fascino.

Qui, in una delle strade più centrali, si innalza palazzo Trucchi di Levaldigi, oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro, il cui portone, stupendamente intagliato con frutta, fiori, cupidi e varie simbologie, presenta un particolare di grande interesse e al tempo stesso davvero inquietante.

porton del diavolo
Il batacchio con la figura del diavolo

L’imponente costruzione, eretta nel 1673 su disegno di Amedeo di Castellamonti e ormai famosa come Il palazzo della porta del diavolo, prende il nome forse proprio dal minaccioso batacchio in bronzo, raffigurante un Satana sogghignante che scruta i passanti con tanto di corna e bocca spalancata, da cui fuoriescono due serpenti con le teste che si uniscono nel punto centrale.

Ma non è detto che sia legato solo a questo, perché tanti racconti si narrano al riguardo. Prima tra tutte quella del maggiore Melchiorre Du Perril che, dovendo consegnare documenti segreti e importanti, entrò nel palazzo per consumare un pasto veloce, ma non uscì mai più. Solo una ventina di anni dopo, abbattendo un muro, fu trovato uno scheletro imprigionato e sepolto in piedi.

Altrettanto nota è la storia della danzatrice che cadde a terra pugnalata mortalmente, durante una sontuosa festa di carnevale, senza mai conoscere il colpevole né tanto meno ritrovare l’arma del delitto. Più tardi, durante una furiosa tempesta, sembra sia stato avvistato il fantasma della ballerina che si aggirava per le stanze del palazzo.

E non ultimo il bizzarro racconto del portone comparso dal nulla una notte in cui un apprendista stregone invocava le forze oscure e lo stesso Satana. Il Diavolo, seccato da questa supplica, decise di punire lo stregone imprigionandolo dietro il portone che il malcapitato non riuscì mai più ad aprire.

Misteri, credenze popolari, fatti senza risposta, ma nonostante tutto resta il fatto che il Portone del Diavolo è sopravvissuto al passare del tempo, alle guerre e resta un’opera d’arte di grande bellezza.

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