Torino, Borgo Campidoglio e le 150 opere sui muri delle case

Omaggio a famosi maestri dell’arte contemporanea mondiale

borgo campidoglio
Uno dei murales
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Pubblicato ore 12:00

  • di Patrizia Caporali

PIEMONTE – Arrivando qui sembra di entrare in un piccolo paese, ma non è così. Borgo Campidoglio è semplicemente un quartiere della sontuosa Torino, sorto nella seconda metà dell’Ottocento, quando Torino vive la prima importante immigrazione di intere famiglie che dalla campagna si spostano in quella che sta diventando una città industriale.

Partendo dal suo nome, forse omaggio all’omonimo colle romano oppure semplice riferimento ai proprietari di quei terreni, i signori Dell’Oglio, Borgo Campidoglio nasce come quartiere operaio su un territorio adibito alla coltivazione agricola e al pascolo e, nel tempo, ha saputo mantenere l’atmosfera tipica delle piccole realtà di provincia.

Così, ancora oggi, passeggiando nelle stradine silenziose, tra casette basse con cortili interni, piazzette, botteghe artigiane e osterie, si respira quello spirito d’altri tempi pieno di autentici valori, da assaporare e vivere con il naso all’insù, incantati da una straordinaria galleria di arte moderna a cielo aperto.

Dagli inizi degli anni ’90, infatti, Borgo Campidoglio ospita il MAU, il Museo d’Arte Urbana dove, in una mostra permanente sono esposte oltre 150 opere, tra pitture e murales, frutto del lavoro di artisti affermati e di giovani esordienti.

Installazioni artistiche colorate e disseminate su posizioni diverse, sui muri delle case, ma anche su finte finestre che diventano la cornice di un quadro, tra le porte delle abitazioni, sulle serrande dei negozi, sui muretti dei giardini.

Tante opere in continuo mutamento, ora per restauro, ora per dare spazio a nuove creazioni. E tanti sbalorditivi soggetti diversi: paesaggi di montagna, balene giganti, sciami d’api, giraffe dalla lunga lingua rossa, un pavone immerso tra stelle e pianeti, una splendida rosa rossa, bambini che giocano a pallone e i volti di due innamorati che si baciano.

Scorci d’arte che secondo la logica del percorso non si fermano qui, ma includono anche le Panchine d’Autore, colorate e collocate nei giardini di Piazza Moncenisio, quale omaggio a famosi maestri dell’arte contemporanea mondiale come Mondrian, Mirò, Warhol, Picasso.

Un luogo davvero magico, nato a seguito di un progetto e cresciuto con la complicità, con la collaborazione degli abitanti che hanno saputo accogliere l’esperienza con particolare sensibilità, continuando a condividere l’ammirazione dei passanti stupiti da tale bellezza.

Qui alcune vie sono diventate isole pedonali e spesso risuonano dei rumori tipici di chi fa un antico mestiere come il calzolaio, il falegname, il biciclettaio, il tappezziere; un quartiere multietnico, tranquillo e con una precisa identità che per tanti aspetti ricorda un po’ Montmartre a Parigi.

Perché Borgo Campidoglio è un’oasi che conserva tutte le caratteristiche di un villaggio nella città, è un borgo vivo e attivo dove è facile dimenticare il traffico che scorre poco lontano, per godere di un’attrattiva che lo rende davvero straordinario nella sua unicità.

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