Spello, antiche tradizioni e amore per i fiori

Città dal grande fascino

La Porta Venere a Spello. Foto di chatst2 da Pixabay
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

PERUGIA – Citata già da Cesare con l’appellativo di splendidissima colonia Julia, a giusta ragione oggi Spello può essere indicato come uno dei Borghi più belli d’Italia, dove non solo le antiche costruzioni hanno conservato tutto il loro  splendore, ma anche per le tradizioni tuttora scrupolosamente custodite.

Situata a pochi chilometri da Perugia, ai piedi del monte Subasio dal quale si estraggono le pietre dal colore rosa, utilizzate per la costruzione delle caratteristiche case che si affacciano sulle vie strette e ripide, sulle piazzette nascoste, tra archi, terrazzamenti, torri e scalinate.

Tanta storia, tante leggende, tanti popoli, tanti eventi: prima gli Umbri, poi i Romani, quindi i Longobardi. Saccheggiata, devastata, lacerata da lotte interne, finché alla fine del Trecento, la Chiesa riesce a farle ritrovare una stabilità, affidandola alla famiglia perugina dei Baglioni.

Una delle leggende più inquietanti narra che qui vicino si trovava un monastero abitato da monaci piuttosto insofferenti nei confronti della fede e della popolazione, che spesso richiedeva loro di organizzare veglie di preghiera per propiziare un buon raccolto o per fare cessare la pioggia o per tante altre situazioni. I religiosi partecipavano malvolentieri, spesso pensavano a tutt’altro e si dice addirittura fossero dei grandi peccatori, finché un giorno, forse per volere divino, il monastero venne colpito da una gravissima epidemia; in breve tutti i monaci morirono e anche il monastero venne distrutto. Qualche tempo dopo gli abitanti del luogo, vedendo figure incappucciate che cantavano e pregavano con le fiaccole in mano, ritennero che potessero essere gli spiriti dei monaci costretti a compiere proprio quei riti che da vivi odiavano. E ancora oggi, qualcuno racconta di continuare a vedere la lugubre processione sul Monte.

Un’altra narrazione altrettanto fantastica, ma decisamente meno sinistra, è legata alla figura di Orlando, il Paladino di Carlo Magno che durante una delle sue numerose avventure, sembra sia passato da Spello. Alcuni popolani, nonostante la sua fama, non lo riconobbero e lo rinchiusero in uno stanzone che, da allora, ha preso il nome di Prigione di Orlando. Una volta riconosciuto, venne liberato e proclamato protettore della città; tanti gli furono così fedeli e devoti che lo seguirono fino a morire con lui a Roncisvalle.

Così, entrare a Spello passando da una delle antiche porte che si aprono sulle mura romane, tra le quali la monumentale Porta Venere, arricchita dalle antiche Torri di Properzio, significa rivivere un passato straordinario attraverso gli austeri edifici come il Palazzo Comunale, il Palazzo Baglioni, il Palazzo dei Canonici, il Palazzo Urbani e le numerose chiese tra le quali la chiesa di Santa Maria Maggiore, custode della Cappella Baglioni con gli affreschi di Pinturicchio e del prezioso pavimento di maioliche di Deruta.

Ogni passo è una pagina di storia, di tradizioni piene valori, ma se Spello è ritenuta la capitale dei fiori, è grazie a uno degli eventi più suggestivi di tutta l’Umbria, un appuntamento ormai fisso tra maggio e giugno, l’Infiorata del Corpus Domini.

Ogni anno le strade del borgo medioevale si trasformano in un immenso, spettacolare tappeto di fiori che supera un chilometro e mezzo, un’occasione che vede impegnati abitanti del paese e artisti addirittura con un anno di anticipo. Si raccolgono erbe e fiori, si separano i petali secondo i diversi colori, si tritano erbe profumate e quindi si preparano quelle meravigliose composizioni di arte sacra che andranno a decorare le vie del centro. Un vero capolavoro, un palcoscenico fiorito quanto mai effimero che durerà solo il tempo della processione, poi svanirà, per rimanere sempre negli occhi di tutti i presenti, fino all’anno successivo.

Spello, città d’arte e città di fiori, ma il suo fascino si respira sempre, non solo durante l’Infiorata, perché ogni vicolo è una realtà indipendente, che rivela la sua anima in un trionfo di piante, fiori, colori e profumi che inebriano a ogni angolo, in ogni stagione.

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