Seborga, il comune italiano che elegge il Principe

Circondato da una natura incontaminata

seborga il comune italiano che elegge il principe
Seborga
  • di Patrizia Caporali

Arroccato sulle Alpi Marittime, c’è un piccolo comune medioevale che, affacciandosi dall’alto dei suoi 517 metri sul Mar Ligure, rivendica orgogliosamente la presunta indipendenza dallo Stato Italiano.

Siamo nel Principato di Seborga, uno dei borghi più belli e accoglienti della Liguria, situato tra Ospedaletti e Bordighera, circondato da una natura incontaminata, da terrazzi pieni di fiori. Incantevole, caratteristico, ma l’evento che ha accresciuto la sua fama in tutto il mondo è proprio questa autodichiarazione di autonomia, scaturita da vecchi documenti che lo vedono come principato indipendente dal Regno di Sardegna.

Conteso già in epoca medioevale, dai conti di Ventimiglia, dalla Contea di Provenza, da Genova e dai Savoia, e rimasto libero da ogni vincolo, è verso la metà del Novecento che un gruppo di cittadini disconosce l’annessione del comune al Regno d’Italia e poi alla successiva Repubblica.

Tale autoproclamata autonomia, in realtà, è oggi un fenomeno essenzialmente folcloristico che si concretizza nell’elezione di un Principe, nella stampa di francobolli, nel conio di una moneta, il luigino (spendibile in alcuni esercizi pubblici del luogo), nella produzione di targhe automobilistiche, nella diffusione per tutto il territorio di bandiere e vessilli che ne esaltano l’indipendenza.

Rimane il fatto tuttavia che lo Stato Italiano non ne ha mai riconosciuto la sovranità e ne mantiene il controllo politico. Senza dubbio la rivendicazione di indipendenza ha una sua ragione di essere e, visto l’ampio interesse suscitato, può darsi che scaturisca semplicemente da un artificio promozionale per attrarre turisti.

E i visitatori, arrivando qui, si trovano in una minuscola entità territoriale che sembra uscita da un libro di fiabe, con le strette viuzze tipicamente liguri, la bella Chiesa del 1600 dedicata a San Martino di Tours, il Museo degli strumenti musicali, il Palazzo dei Monaci, con lo stemma di Seborga, così chiamato perché un tempo dimora dei monaci, dove rimane la zecca seborghina, locale in cui venivano coniati i luigini.

Seborga è un borgo davvero suggestivo, popolato da poco meno di 400 abitanti che vivono in armonia con l’ambiente e rimangono fedeli a questa originale storia, curando con attenzione ogni angolo del loro paese, o principato che dir si voglia, e raccontando sempre il loro passato, per farlo sembrare ancora straordinariamente vero e vivo.

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