Roma: lo spettacolo dei murales di Tor Marancia

Ventidue murales contro il degrado

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ROMA – Forme e colori si arrampicano lungo le facciate delle palazzine e spazzano via quel grigiore, danno un tono di allegria, cambiano il volto di Tor Marancia, un quartiere piuttosto degradato di Roma. Un vero spettacolo ammirare queste straordinarie testimonianze di arte contemporanea, frutto di un progetto, il Big City Life, che nel 2015, per 70 giorni, ha visto al lavoro 20 artisti internazionali con 765 litri di vernice e quasi 1.000 bombolette spray.

Chi mai ha detto che le opere degli street artist deturpano il patrimonio delle città? Qui i 22 murales monumentali sono riusciti davvero a risollevare una zona che sommava problematiche non solo estetiche ai tanto insidiosi disagi della vita degli abitanti.  Così, grazie al lavoro di questi artisti, che hanno partecipato a titolo gratuito, in partnership con un’azienda che altrettanto gratuitamente ha fornito una vernice resistente agli agenti atmosferici, oggi è possibile camminare in un incantevole, coloratissimo museo a cielo aperto, affidato alla custodia orgogliosa dei cittadini.

                                      Il ponentino

Sono infatti gli abitanti e i ragazzi delle scuole di zona che, coinvolti in questo progetto, hanno scelto contenuti di loro gradimento insieme agli autori e hanno dato concretezza a un piano di riqualificazione artistica, promozionale e di abbellimento per questa zona decisamente “meno turistica” della capitale. Giardini curati, alberi, fiori, addirittura una casetta per il prestito e lo scambio di libri e poi questi stupendi murales di grande valore artistico, una meraviglia da contemplare per il caleidoscopio dei colori e per la ricchezza dei simboli.

Una passeggiata tra l’opera che prende il nome dalla celebre battaglia di Giulio Cesare, Veni Vidi Vinci, nel ricordo di un abitante del palazzo, che doveva essere portato di peso dal fratello più grande fino al piano in cui abitava, in quanto privo dell’uso delle gambe, e Santa Maria di Shangai, in cui viene raffigurata una Madonna in stile bizantino mentre stringe amorosamente fra le sue braccia un piccolo bambino, con allusione proprio al rapporto tra Roma e il quartiere di Tor Marancia, indifeso e spesso abbandonato a se stesso.

                               Il peso della storia

Ma grande stupore anche per Il peso della storia, l’opera pilota del progetto che rappresenta due lottatori di wrestling con volti mitologici e dove l’artista esprime il peso della storia calato su se stesso, nel conflitto delle doppie radici e nella separazione vissuta dalle migrazioni.

Toni incantevoli del blu e del turchese per raffigurare pesci e balene, che si avvolgono con movimenti acrobatici, in grandi spirali dall’effetto quasi ipnotico nell’opera Il ponentino; niente a che vedere con il mare, ma solo un riferimento a quel vento di Ponente che faceva dondolare il braccio meccanico su cui lavorava l’artista a 14 metri dal suolo.

         Il bambino redentore

E ancora la delicatezza del ragazzino visto di spalle, che sale con una scaletta sul muro di una palazzina e si affaccia a una finestra, nel murale Il bambino redentoreper ricordare la storia di Luca, un piccolo del quartiere morto mentre giocava a calcio, prima di poter realizzare le sue più belle aspirazioni.

Tante meraviglie intrise di significati, tanti colori di un’intensità così forte che rende indimenticabile una passeggiata qui, nel quartiere di Tor Marancia, perché Roma è anche questo.

Oggi la città, al di là dello straordinario patrimonio archeologico e monumentale, ha questo nuovo importante percorso turistico, a esempio di un’efficace riqualificazione urbana mediante la Street Art e quale testimonianza di un’arte contemporanea indiscutibilmente significativa.

Patrizia Caporali

 

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