Roma. L’Isola Tiberina, tra leggende e antichi misteri

È famosa per la forma che ricorda una nave

L'Isola Tiberina
L'Isola Tiberina con il Ponte Rotto
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  • di Patrizia Caporali:

ROMA – Attraversare Roma in qualsiasi stagione è sempre un incanto, ma decidere di passeggiare a primavera sull’Isola Tiberina significa trascorrere momenti davvero suggestivi.

Nelle acque del Tevere c’è questa piccolissima isola, larga appena 90 metri e lunga non più di 300, con la forma di una nave, famosa anche come Isola dei due ponti, proprio perché collegata alla città dal Ponte Cestio e dal Ponte Fabricio.

Un singolare pezzo di terra, indissolubilmente legato alle origini di Roma, un luogo molto misterioso ricco di tante leggende. Una delle più fantasiose riguarda la sua origine quando, spodestato l’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, in segno di odio verso di lui, il popolo gettò nel Tevere l’enorme deposito di grano del re-tiranno in quantità così abbondante da formare un isolotto, peraltro comodo per facilitare l’attraversamento del fiume.

Anche la forma stessa dell’isola si lega alla leggenda, sembra infatti che sia sorta al posto di un’antica nave sommersa e i Romani, per renderla ancora più credibile, vollero darle la sagoma di un’imbarcazione da guerra costruendo una prua e una poppa in pietra e aggiungendo addirittura un obelisco al centro come albero maestro.

Poi, a proposito del Ponte Fabricio, detto anche Ponte dei Giudei, per la sua vicinanza al Ghetto ebraico, si racconta che le quattro teste di marmo su ogni lato, siano le teste dei quattro architetti incaricati dei restauri sull’isola da Sisto V, noto per la sua politica di dura repressione della criminalità. Alla fine dei lavori, trovandosi in probabile disaccordo col Papa, anziché essere pagati, furono decapitati.

Ma la storia più conosciuta rimane quella legata al culto di Esculapio, dio della medicina, che ne spiega il collegamento tra quest’isola e l’attività di assistenza ai malati. Nel 291 a. C., Roma viene colpita da una terribile pestilenza che miete moltissime vittime e i sacerdoti, dopo aver consultato i libri sibillini, decidono di inviare una delegazione a Epidauro, luogo di culto di Esculapio.

Al rientro in città, un serpente sacro, uscito dal tempio del dio e nascosto per tutto il viaggio sulla nave dei romani, salta dalla galea mentre risale il corso del Tevere e va a rifugiarsi proprio sull’isoletta. Quasi un presagio! Questa sarà la sua nuova sede e quindi l’isola deve essere consacrata all’arte medica.

In effetti, la Tiberina diventa un eccellente luogo di cura e le antiche tradizioni mediche del passato non si estinguono con il tempo; già nel medioevo l’isola diviene un ricovero per malati gestito da frati e ancora oggi rimane l’Ospedale Fatebenefratelli, nato nel 1584 e tuttora attivo insieme all’Ospedale Israelitico.

Non solo mitiche narrazioni, quindi, ma anche storia, una storia testimoniata dalla Basilica di San Bartolomeo, sorta nel X secolo sulle rovine del tempio di Esculapio, dalla Fontana del cortile del Fatebenefratelli, ornata da quattro tartarughe, dal Museo degli strumenti medici e chirurgici, dalla Torre Pierleoni Caetani, detta anche Torre della Pulzella, dall’Edicola Sacra della Madonna della Lampada e da tanto altro ancora.

E non manca neanche l’evento mondano con l’Isola del Cinema che ogni estate porta il grande cinema italiano e internazionale nell’affascinante cornice dell’Isola Tiberina con manifestazioni, cortometraggi, rassegne ed eventi culturali di vero prestigio.

Ad aggiungere poi un tono di indiscutibile fascino, proprio davanti all’isola, ecco emergere un grande rudere dall’aspetto poeticamente decadente. È il cosiddetto Ponte Rotto, che sta lì dal 179 a.c., ormai distrutto dagli effetti devastanti delle piene del fiume, a mostrare l’unica arcata cinquecentesca ricca di vegetazione spontanea che sbuca tra le sue crepe.

Un luogo affascinante da vivere in tutta tranquillità, un angolo di Roma che fa dimenticare il caos della metropoli, pur rimanendo profondamente, tipicamente romano per l’aspetto piacevole, vivace e stimolante sotto qualsiasi aspetto.

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