Roma. La Scalinata dei Borgia: luogo di delitti e di mistero

Dai misfatti della famiglia Borgia agli omicidi dell’antica Roma

Foto di Andrea Albanese da Pixabay
  • di Patrizia Caporali

ROMA – C’è un angolo nell’area del Colle Oppio, nella convulsa atmosfera di Roma, dove un’antica leggenda incombe sulla scalinata e si specchia in un crogiolo di intrighi e delitti rinascimentali. È la Scalinata o Salita dei Borgia, un luogo che racchiude bellezza, mistero e tanti episodi oscuri che vanno dai misfatti della famiglia Borgia agli omicidi dell’antica Roma.

Un’orrenda scelleratezza

Nell’antichità questo era il quartiere della Suburra e la via prendeva il nome di Vicus Sceleratus, il vicolo scellerato, la via perfida, perché nel 535 a.C. era stata teatro di un’orrenda scelleratezza.

Siamo ai tempi dei sette re di Roma quando Servio Tullio viene ucciso da suo genero Tarquinio, che passerà alla storia con il nome di Tarquinio il Superbo, con la complicità della figlia Tullia. Quest’ultima, mentre percorre le strade della città sul cocchio, si imbatte nel corpo senza vita di suo padre ma, furibonda e accecata dall’ira, non si arresta e continua a passare più volte sul cadavere ancora caldo del padre. Più scellerato di così il luogo non avrebbe potuto essere!

Papa Alessandro VI Borgia e i suoi 4 figli

Tuttavia la Scalinata dei Borgia si chiama così proprio perché su di essa si innalzano quelle che furono ritenute le proprietà dei Borgia: case, terreni, vigne e qui, sulla salita, vi è il passaggio ad arco sovrastato dal palazzo rinascimentale della potente famiglia spagnola, famosa per aver dato i natali a tanti assassini privi di scrupoli.

L’edificio, costruito nel XIII secolo, presenta la facciata coperta da un incantevole manto di edera e il delizioso balconcino che sovrasta l’arco, forse il Balcone di Vannozza, ovvero Giovanna Cattanei, la spregiudicata amante di papa Alessandro VI Borgia, la bella cortigiana a metà fra la prostituta di rango e la donna di cultura, proprietaria della Locanda della Vacca nei pressi di Campo de’ Fiori. Da lei, che tanto amava quel palazzo sede delle sue feste e dei suoi fasti, il papa ebbe quattro figli illegittimi: Giovanni, Cesare, Goffredo e l’emblematica Lucrezia Borgia.

Una morte misteriosa

E gli orrori continuano. Sempre su questo antico vicolo si consuma anche il delitto dei Borgia. Nel 1497, dopo una festa nella vigna della madre Vannozza, il figlio Giovanni scompare e non si ha più traccia di lui per alcuni giorni, finché il Tevere non ne restituisce il corpo martoriato da nove pugnalate alla testa e al torace, probabilmente ucciso dal fratello Cesare.

Lucrezia e i suoi delitti

Ma anche la svergognata Lucrezia sembra abbia eliminato in questa casa i suoi amanti, dopo averli posseduti, facendoli sparire in una botola posta sotto quel romantico balcone. E se la leggenda racconta che su quel romantico balcone spesso appare una donna dal volto affranto, questo non può essere che il fantasma di Vannozza, sconvolta dagli intrighi e dai delitti dei suoi stessi figli.

Un convento per cancellare il passato

Nel 1622 l’intero complesso, viene acquistato dai monaci del Collegio dei Minimi che costruiscono la Chiesa di San Francesco di Paola, sperando forse di cancellare le fantasie popolari che qui collocavano tante atrocità. Ma figuriamoci se sarebbe bastato un convento di fraticelli per cancellare un passato così abominevole!
La Scalinata dei Borgia è un angolo veramente suggestivo che congiunge via Cavour con la Basilica di San Pietro in Vincoli, in cui si trova lo straordinario Mosè di Michelangelo, è un luogo da vivere lontano dal traffico, dal caos, dai tradizionali circuiti turistici per assaporare quell’atmosfera particolare e per godere di un panorama incredibile.

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