Ponte Vecchio, fascino intatto e simbolo di Firenze

Primo e il più antico ponte che attraversa il fiume Arno

Foto di Ervin Gjata da Pixabay
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Pubblicato ore 12:00

  • di Patrizia Caporali

FIRENZE – Passeggiare sul Ponte Vecchio e pensare che nonostante i numerosi incendi e le frequenti alluvioni, conserva intatto il fascino e la fama di eterno simbolo della città di Firenze.

Costruito in legno in epoca romana e forse collocato più avanti rispetto all’attuale posizione, rimane certamente il primo e il più antico ponte che attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto. Sopravvive a disastrosi eventi, ma sempre viene ricostruito, l’ultima volta nel 1345 è Taddeo Gaddi, allievo del grande Giotto, che provvede a una ristrutturazione su tre archi, più profondi e stabili rispetto alla furia dell’acqua. Il Ponte Vecchio resiste, resiste anche durante la Seconda Guerra Mondiale quando le truppe tedesche distruggono tutti i ponti di Firenze, tranne questo.

Passeggiare sul Ponte Vecchio e ricordare che un tempo, al posto di queste scintillanti vetrine, c’era tutt’altro! Fino al 1565, infatti, questo era il luogo dei macellai, dei pescivendoli, dei verdurai che l’autorità cittadina aveva costretto a trasferire qui le proprie rivendite per allontanarli dai palazzi del centro e permettere loro di gettare gli scarti delle lavorazioni direttamente nel fiume. Divenuti successivamente proprietari, per avere un maggior spazio a disposizione, gli stessi bottegai vanno ad aggiungere delle stanzette sospese sul corso del fiume e puntellate con pali di legno, che danno al ponte l’attuale aspetto, unico al mondo.

Quando sopra il ponte si costruisce il Corridoio Vasariano, in modo che i Medici possano spostarsi in tutta sicurezza da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, senza attraversare le strade di Firenze, non sopportando gli odori sgradevoli sotto le finestre dove passava ogni giorno, Ferdinando I decide di sfrattare le botteghe, per concederle alle più decorose attività di orafi e artigiani, che tuttora continuano il tradizionale lavoro. Ed è proprio in onore dell’oreficeria, che viene posto il busto del grande orafo fiorentino Benvenuto Cellini, su una fontanella, in una delle due terrazze panoramiche.

All’estremità sud del ponte, rimane oggi la Torre dei Mannelli, unici che si oppongono al passaggio del Corridoio attraverso la loro proprietà, costringendo Vasari ad aggirarla completamente, unica sopravvissuta delle quattro poste agli angoli a difesa della costruzione.

Passeggiare sul Ponte Vecchio e riconoscere tutta la magia di un luogo ricco di storia e romanticismo che riesce a trasportarci nella Firenze di una splendida epoca lontana, mentre il panorama incredibile, lo scintillio dei gioielli nelle vetrine, le melodie degli artisti di strada che al tramonto eseguono qui i loro spettacoli contribuiscono ad accendere emozioni davvero singolari.

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