Napoli: quartiere Vomero, il salotto buono della città

Il nome deriva da un gioco: tracciare il solco più diritto con l'aratro

Napoli vista da Castel Sant'Elmo nel quartiere Vomero
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

Visitare Napoli, non appena sarà di nuovo possibile, significa farsi rapire da una città unica, forse un po’ caotica ma sempre affascinante. Sebbene Napoli venga ricordata principalmente per il mare, quel magnifico lungomare con i panorami che vi si specchiano, non è detto che la zona collinare non sia altrettanto caratteristica, con tanti angoli da vedere, da visitare.

E rimane sempre interessante salire al Vomero, un quartiere piuttosto giovane sorto quando la città cerca di ampliarsi bonificando un’area rurale rinomata per la coltivazione dei broccoli, a seguito di un’epidemia del 1886. In effetti, già dal 1600, le famiglie aristocratiche e nobiliari si rifugiano sulla collina per sfuggire alle frequenti pestilenze che colpiscono la città e progressivamente stabiliscono qui le proprie residenze.

Propria da quella natura agricola sembra derivare il suo nome, con riferimento al gioco del vomere, un antico passatempo che i contadini praticavano nei giorni festivi, sfidandosi a tracciare il solco più diritto con l’aratro e richiamando molti napoletani che accorrono qui per assistere allo spettacolo.

Ma l’area del Vomero inizia a diventare un quartiere residenziale a fine ‘800, quando vengono realizzate le prime funicolari di Chiaia e Montesanto che, con un più facile accesso, permettono di abbandonare definitivamente quella condizione di isolamento.

Per tutto il XX secolo una nuova urbanizzazione gli regala un volto del tutto inedito, dove non esistono più le distese di campi di broccoli, ma strade asfaltate, abitazioni, scuole prestigiose, musei, chiese particolari, luoghi di svago elitari, cinema, ristoranti, caffè, negozi chic, fino a diventare il gioiello architettonico e commerciale della città.

E tale sviluppo edilizio continua a richiamare un nuovo ceto sociale, economicamente in grado di acquistare villini monofamiliari o per poche famiglie, tanto che al Vomero si trasferiscono professionisti, imprenditori, persone benestanti che ne definiscono caratteri differenti e differenti stili di vita, rendendolo uno dei quartieri più vivibili e prestigiosi.

Oggi il Vomero, pur non essendo esattamente il cuore culturale della città, rappresenta la terrazza panoramica di Napoli, con tanti spunti di forte attrazione, monumenti, chiese e piazzali per ammirare scorci mozzafiato: dalla barocca Certosa con il Museo di San Martino al fascino singolare del medioevale Castel Sant’Elmo con vista a 360° sul golfo, alla splendida villa Floridiana, donata da Ferdinando IV di Borbone alla moglie, all’esclusiva Piazza Vanvitelli, alla Chiesa di San Gennariello, ovvero la piccola Pompei.

Con quella classica struttura urbanistica a stella, tipica dei boulevard parigini è talmente in contrasto con gli altri quartieri da sembrare quasi una città nella città, dove non mancano l’aspetto della mondanità per eccellenza, le varie opportunità di shopping o tante occasioni per aperitivi e cene in bar, ristoranti e locali eleganti o di tendenza.

Il quartiere Vomero rappresenta il vero e proprio salotto buono della città, un’oasi di tranquillità signorile, accogliente, magica, particolarmente simile a tante capitali europee, per quanto lontana o dissimile dal seducente stereotipo napoletano.

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