Monteriggioni, il borgo circondato da mura e da alte torri

Un luogo incantevole e misterioso

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Monteriggioni
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  • di Patrizia Caporali

TOSCANA – Vista da lontano sembra una corona di pietra appoggiata su un’altura, ma non è altro che una cinta muraria di forma perfettamente circolare che la fa sembrare una costruzione realizzata artificialmente, ottenuta invece seguendo le naturali curve di livello del terreno.

Più di 500 metri di mura, quattordici imponenti torrioni e 2 porte: la Porta Franca o Romea rivolta verso Roma e la Porta Fiorentina rivolta verso Firenze, per abbracciare Monteriggioni, un borgo elegantemente adagiato sulla collina, un luogo incantevole e misterioso, conservato come se tutto fosse rimasto fermo ai tempi del suo antico splendore.

Tra storia e leggenda

Il paese, costruito dai Senesi agli inizi del XIII secolo per scopi puramente difensivi contro Firenze, respinge una lunga serie di assedi e attacchi, fino a perdere la sua funzione militare nel Cinquecento, quando l’intero stato Senese viene annesso a quello Fiorentino, non tanto per le sue abilità, ma solo grazie al tradimento del capitano Giovanni Zeti che apre una breccia nel sistema difensivo e consegna le chiavi di Monteriggioni alla città rivale.

Orribile inganno sul quale la leggenda racconta che nelle notti di luna piena sembra di udire lo scalpitio dei cavalli e i ripetuti lamenti del capitano Zeti, che ancora oggi vaga per il borgo pieno di rimorsi, alla ricerca di perdono per dare pace alla sua anima maledetta.

La sua forma originale

Monteriggioni oggi mantiene intatta la sua struttura originale: le uniche modifiche significative risalgono al XVI secolo, quando si adattarono le torri alle nuove armi da fuoco e al 1921 quando si abbassarono tre torri al livello delle mura.

Arrivare qui è come fare un vero tuffo nel Medioevo, tutto si sviluppa attorno a una grande piazza, sulla quale si affaccia la pieve di Santa Maria Assunta, un edificio che meglio conserva i caratteri antichi, anche se in tutto l’abitato vi sono ancora tanti dettagli sopravvissuti al passare dei secoli.

Set per film e citazione nell’Inferno

Un luogo così perfettamente intatto da essere utilizzato come location in diversi film, senza trascurare l’indiscussa fama garantita dai celebri versi del XXXI canto dell’Inferno nei quali Dante paragona i Giganti della Fossa di Cocito alle torri che circondano le case del borgo senese.

La grande festa

Meta di turisti italiani e stranieri in ogni stagione dell’anno, nel mese di luglio la città vola nel tempo con una Festa Medievale tra le più suggestive e verosimili di tutta la Toscana. Le strade si riempiono di artigiani, popolani in costume, nobili, cavalieri, tamburini, acrobati, cantastorie, per dare vita a performance dal vivo di musica, danza, teatro, spettacoli per bambini e rievocazioni di duelli. In tale occasione è possibile anche scambiare gli euro con monete medievali, coniate al momento, per fare acquisti all’interno delle mura o per concludere questo viaggio nel passato gustando gli antichi sapori della cucina trecentesca in una delle caratteristiche osterie e taverne locali.

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