Montereggio, il paese dei librai

Il paese ospita il Premio Bancarella

panorama del borgo di montereggio
Panorama del borgo di Montereggio

Prosegue l’appuntamento con i viaggi in Italia nei luoghi più suggestivi del nostro paese. Qualche suggerimento per una gita fuori porta nei borghi d’Italia. Oggi presentiamo un piccolo paesello la cui storia è molto affascinante.

di Patrizia Caporali

MASSA CARRARA – Montereggio è un minuscolo, affascinante villaggio immerso nel verde e aggrappato ai monti della Lunigiana dal quale, molto tempo fa, partivano gruppi di librai ambulanti, percorrevano strade e piazze dell’Italia e del mondo per vendere libri, volumi e almanacchi.

un libraio di Montereggio
Un libraio di Montereggio

Già in epoca rinascimentale, il primo a lasciare il borgo con l’inconfondibile tarlo dei libri è Sebastiano da Pontremoli, che si trasferisce a Milano per apprendere l’arte dei caratteri mobili. Certo, visto che il territorio non offre molto, la raccolta delle castagne e un po’ di pastorizia sono le uniche opportunità di sostentamento, non rimane altro che lasciare Montereggio.

In principio gli emigranti di questo borgo sono lavoratori agricoli, che poi si trasformano in venditori di pietre per affilare le falci e la bigiotteria.

Così, entrando spesso in contatto con le associazioni carbonare che li riforniscono gratuitamente di libretti sull’Unità d’Italia, i Montereggini decidono di garantirne la massima diffusione dando tuttavia un prezzo a ogni volume.

Siamo nel 1858 quando quel pugno di montanari spesso analfabeti si accorge che trasportare e vendere libri è più conveniente rispetto al commercio delle pietre; inizialmente distribuiscono i calendari per la semina e per il raccolto, insieme a libri di magia e stregoneria, poi cominciano a diffondere solo libri e le gerle non sono più sufficienti.

Montereggio uno scorcio del borgo
Uno scorcio del borgo

Così i librai di Montereggio, con l’arrivo della bella stagione, si spostano con carretti trainati a mano o da animali, si sistemano con le loro bancarelle nelle vie e nelle piazze di quelle città che ancora non hanno un commercio librario particolarmente sviluppato per portare la lettura in tutti gli angoli del Paese.

È un’attività decisamente insolita per quei tempi, per quel lembo di terra toscana a un passo dalla Liguria, per quei venditori nemmeno troppo alfabetizzati, ma che hanno quasi un sesto senso che consente loro di percepire e scegliere quali libri acquistare e quali no.

Durante l’inverno tornano a casa, cominciano a passarsi i libri comprati a basso costo direttamente dagli editori, si scambiano informazioni e consigli utili per le nuove spedizioni di primavera. È solo un’attività stagionale e nemmeno troppo redditizia che tuttavia, col passare delle generazioni, trova stabilità, portando alcune famiglie locali ad aprire librerie e case editrici in mezzo mondo.

via Mondadori, via Rizzoli sono alcune delle vie che si trovano a Montereggio
Le insegne delle vie

Oggi Montereggio è il paese dei librai, l’unico italiano inserito nell’International Organization of Book Towns e tanti sono gli eventi, le occasioni, gli appuntamenti a vocazione libresca, tra libri usati, di occasione, rari e fuori catalogo, che animano la vita del borgo in primavera e in estate.

Primo fra tutti il Premio Bancarella che, nato nel 1952, celebra il ricordo degli avventurosi librai, assegnando un premio diverso da tutti gli altri, perché i librai e i bancarellari indipendenti eleggono il libro più meritevole e non il più venduto.

Passeggiando tra via Feltrinelli, via Angelo Rizzoli e piazza Mimma Mondadori, perdendosi tra vicoli di case in pietra che raccontano la storia del paese, troviamo tante testimonianze nel Palazzo Malaspiniano, nella chiesa di Sant’Apollinare e, subito fuori, il santuario della Madonna del Monte, fondato nel 1287 dai monaci benedettini.

Ma principalmente Montereggio è il luogo dove si vive per i libri e con i libri, è un luogo quasi sospeso nel tempo dove i libri si respirano con tutto il loro insostituibile fascino.

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