Il mistero del Ponte che tutti chiamano del Diavolo

Una costruzione affascinante e misteriosa che si trova in provincia di Lucca

ponte diavolo
Il Ponte della Maddalena meglio conosciuto come Ponte del Diavolo
  • di Patrizia Caporali:

BORGO A MOZZANO – Una costruzione affascinante e misteriosa conosciuta come il Ponte del Diavolo e non con il suo vero nome, Ponte della Maddalena. Certo, chi lo costruì doveva saperne una in più del diavolo, perché ancora oggi non riusciamo a capire come questa struttura asimmetrica a schiena d’asino riesca a rimanere in piedi. Innegabile l’eccezionalità di un’opera di ingegneristica medioevale formata da tre arcate di diverse dimensioni, di cui la più alta e appuntita non si trova al centro ma in ultima posizione o nella prima, a seconda da dove partiamo.

ponte diavolo
Borgo a Mozzano

Siamo in provincia di Lucca, a Borgo a Mozzano, sotto il ponte scorrono le acque del Serchio che nei periodi di piena ne accresce la precarietà; gli stessi abitanti del luogo, e chiunque lo conosca, non possono fare a meno di attribuirne la costruzione a un’entità sovrannaturale.

Suggestivo e davvero prodigioso è trovarsi sulla cima dell’arco principale, a 20 metri di altezza, per ammirare le gole delle montagne circostanti, le case colorate, l’acqua limpida, mentre il vento fa oscillare paurosamente il ponte. Ed ecco che storia e leggenda cominciano a intrecciarsi e lasciano spazio alle più insolite fantasticherie.

La più famosa narra di un muratore che scese a patto col Diavolo per poter ultimare l’opera nell’arco di una notte, in cambio della prima anima che lo avesse attraversato. L’uomo, preso poi dal rimorso, si fece confessare da un religioso che trovò un’astuta soluzione per beffare il Maligno. Decisero di far passare sul ponte per primo un maiale o, come sostengono altri, un cane che si sostituì all’umano; il diavolo, inferocito per lo scorno, sembra si sia gettato nelle acque del fiume e non si sia fatto rivedere mai più da quelle parti. Addirittura nelle serate più buie, sembra apparire l’ombra di un essere a quattro zampe, simbolo di Satana, che ancora va in cerca dell’anima del muratore.

ponte diavolo
Il Ponte con la vicina ferrovia

Nella realtà, invece, si dice che l’opera sia stata commissionata probabilmente dalla contessa Matilde di Canossa nel Mille, restaurata nel XIII secolo per mano di Castruccio Castracani e rimaneggiata in altre occasioni, fino agli inizi del ‘900, quando un nuovo arco fu aperto per permettere il passaggio di una linea ferroviaria.

Surreale e sinistro, con i suoi 90 metri di lunghezza, rimane un luogo d’interesse dai tempi dei pellegrini che, a piedi o su carri, affollavano i sentieri della via Francigena per recarsi a Roma e si riposavano in questi borghi. Ancora oggi tutto sembra essere fermo a quel Medioevo: un paesaggio mozzafiato, un pathos incredibile, un ponte che si innalza dall’acqua, quasi sollevato dal forcone del diavolo, che tuttavia continua a farci domandare come abbiano fatto 1000 anni fa a progettare un simile miracolo ingegneristico, sfidando ogni legge di gravità.

© Vietata la riproduzione

1 Comment

  1. Un articolo pregevole ed interessante. Lo abbiamo visto più volte e ci mancava una nota che lo descrivesse. Inviatela alla Regione che si preoccupi di rinsaldare le basi del ponte. Complimenti.

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*