Milano. Il quartiere Venezia tra curiosità, eleganza e fascino

Fu il luogo di scontro delle Cinque Giornate

Milano. Il quartiere Venezia tra curiosità, eleganza e fascino
Particolare del quartiere Venezia a Milano
  • di Patrizia Caporali

Una visita alla città di Milano, straordinariamente bella, elegante, dinamica, non può prescindere dal Quartiere di Porta Venezia, il regno del liberty milanese, là dove i più ricercati edifici dei primi del Novecento convivono con un ambiente multiculturale perché arte, storia, curiosità e qualche mistero ne fanno uno dei più affascinanti della città.

E Porta Venezia, famosa in passato come Porta della Riconoscenza o Porta Orientale, un tempo situata non proprio dove oggi siamo abituati a vederla, ma leggermente spostata verso l’incrocio tra Via Senato e Corso Venezia, ha un’incredibile storia alle sue spalle.

I caselli del Dazio

Al centro della piazza, un tempo collegati da un cancello che delimitava il territorio urbano rispetto alla campagna, sorgono ancora i grandi caselli del dazio, cui erano soggette le merci in entrata e in uscita dalle città perché qui, fino alla metà dell’Ottocento, terminava Milano.

Storia e fascino per il quartiere dell’alta borghesia milanese, dove l’art nouveau è ancora protagonista con i suoi meravigliosi palazzi costruiti seguendo il gusto del tempo, un luogo che offre uno stile di vita palpitante e ricercato, in cui è possibile trovare tutto ciò che si può desiderare.

Storici luoghi di ritrovo si alternano a locali multietnici e poi vecchie librerie, negozi di antiquariato, ristoranti alla moda; tutto concorre a dare un tono vivace alla zona, nel rispetto e nella continuità di ciò che è stato nel passato.

Meta e dimora di letterati e personaggi potenti come Stendhal, Filippo Tommaso Marinetti e addirittura Napoleone Bonaparte, di base a Palazzo Serbelloni, al n°16 di Corso Venezia, il quartiere racconta le Cinque Giornate di Milano quando, nel 1848, il popolo si ribella agli austriaci e riesce a cacciarne temporaneamente l’esercito. Al n°13, la colonna parzialmente distrutta dai colpi di cannone, testimonia la risposta degli stranieri e il prezzo pagato dalla città per la sua indipendenza.

Il Lazzaretto

Poco fuori da qui, all’epoca Porta Orientale, c’era il Lazzaretto, descritto dal Manzoni, e costruito per accogliere malati particolarmente gravi o contagiosi come gli appestati e i lebbrosi. Oggi non resta nulla di quella costruzione che ospitava 300 stanze e isolata ancor più da un fossato, ma sembra che talvolta si possono sentire i lamenti dei malati mai più usciti da lì.

Un’altra storia misteriosa riguarda Palazzo Arese, demolito da tempo, ma del quale rimane un unico balcone, da lì si dice si affacci il fantasma di Antonietta Fagnani Arese, l’affascinante nobildonna amata intensamente da Ugo Foscolo.

L’Albergo Diurno

In Piazza Oberdan esiste ancora l’Albergo Diurno Venezia, conservato dal FAI e periodicamente aperto per visite guidate, vero e proprio gioiello dell’art deco che, a dispetto del nome, non era un luogo di pernottamento, ma un punto di passaggio che metteva a disposizione di cittadini e turisti servizi estetici come terme, docce, barbiere, manicure o servizi accessori come agenzie di viaggi e fotografo.

E qui troviamo lo Spazio Oberdan, rivolto principalmente all’arte cinematografica, con rassegne dedicate a registi, proiezione dei film più ricercati, mostre d’arte e di fotografia, per giungere poi fino alla Villa Reale, lussuosa residenza ottocentesca, ricca di prestigiose collezioni di opere d’arte che vanno dal Romanticismo al Neoclassicismo, dalla Scapigliatura al Simbolismo.

Il quartiere di Porta Venezia è tutto una scoperta, non manca neanche il polmone verde della città, rappresentato dai Giardini Indro Montanelli, luogo ideale per una passeggiata di tutto relax in mezzo a una lussureggiante vegetazione di pini, querce, olmi e magnolie.

La casa 770

E quell’architettura superba di Palazzo Castiglioni, Palazzo Fidia, Palazzo Sola–Busca, Casa Galimberti, Casa Guazzoni, eleganti abitazioni in stile Liberty, tra le quali spicca una costruzione molto particolare in stile gotico, la Casa 770. Questa, unica in Europa, oltre a quella in Ucraina, vanta ben 16 riproduzioni nel mondo ed è ispirata a una identica che si trova a New York, al numero 770 di Eastern Parkway, residenza di un rabbino costretto a emigrare a Brooklyn per sfuggire alle persecuzioni naziste.

Insomma il Quartiere di Porta Venezia rappresenta un’elegante arteria cittadina, un libro d’arte a cielo aperto, il salotto chic di una città che non finisce mai di stupire.

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