Milano, il quartiere Isola con il bosco verticale

Un mondo a sé con palazzi tra loro differenti

quartiere isola a milano
Il bosco verticale. Foto di Laura Gargiulo da Pixabay
  • di Patrizia Caporali

MILANO – Estate in città, in una Milano talmente bella e in continua evoluzione che è possibile addirittura dimenticare quel clima spesso afoso, per andare alla scoperta di realtà insolite, diverse dai circuiti tradizionali.

Visitare il Quartiere Isola significa vedere come questa zona da terra di nessuno, regno della malavita ed emarginata, in pochi anni, si è trasformata in una delle più affascinanti di tutta la città.

Nato tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, Isola è uno storico quartiere popolare a vocazione operaia e artigiana, che deriva il suo nome non dal fatto che si trova in mezzo all’acqua: qui non c’è un lago o il mare, ma semplicemente per la sua condizione di isolamento geografico, causato dal passaggio della linea ferroviaria.

Architetture diverse

In effetti, a cavallo dei due secoli, Isola sembra un mondo a sé, una realtà situata lungo la strada che collega Milano a Como, una terra di cascine agricole che viene annessa al Comune solo nel 1873, poi arriva la ferrovia con la Stazione Garibaldi che la taglia fuori dal resto della città e i collegamenti si spezzano. Solo un ponticello rappresenta l’unica forma di comunicazione tra il Quartiere e Stazione Garibaldi fino alla costruzione del cavalcavia Eugenio Bussa.

Isola cresce con i connotati di una cittadella, con le sue strette vie su cui si affacciano palazzi dai differenti canoni estetici: alcuni conservano lo stile inconfondibile di fine ‘800, altri hanno la semplicità edilizia degli anni ’60, gli anni del boom economico.

Ma negli ultimi dieci anni Isola si trasforma, mostra una vera rivoluzione artistica e culturale e oggi è uno dei luoghi più interessanti di Milano, uno spazio dove si fondono culture differenti fra il futuro e la tradizione.

Il volto più giovane e internazionale del quartiere può essere colto in Piazza Gae Aulenti. Rialzata di sei metri rispetto al livello della strada è circondata da grattacieli in vetro, tra cui spiccano i 231 metri di altezza del più alto d’Italia, il Palazzo Unicredit; poi le quattro fontane con giochi d’acqua e illuminate la notte, il lampione che raccoglie energia solare e tante eleganti vetrine di negozi alla moda.

Un palazzo unico

Ma il simbolo del quartiere, del vero rinnovamento è, senza dubbio, il Bosco Verticale, quello straordinario complesso di due palazzi residenziali, progettato dall’architetto Stefano Boeri, che ha ornato ogni singola terrazza con circa 2000 specie diverse di arbusti, cespugli e piante floreali. Strepitosa dal punto di vista visivo è un’idea rivoluzionaria, che cambia in modo sostanziale il concetto di edilizia residenziale ecosostenibile.

Le Isole Lilla e molto altro

Nell’atmosfera del piccolo paese ecco apparire i bar, i negozi, le botteghe tipiche e poi, lungo i marciapiedi le Isole Lilla, strutture in legno che fungono da punto di ristoro e relax, dove è possibile sostare, riporre la bicicletta e anche ricaricare i cellulari con le apposite porte USB.

Quindi la Fonderia Napoleonica Eugenia dove sono state prodotte numerose campane e opere di fusione di Milano e di tutta la Lombardia, tra cui la monumentale statua in bronzo di Vittorio Emanuele II, presente in Piazza del Duomo. E ancora la Chiesa di Santa Maria alla Fontana, costruita agli inizi del 1500 e famosa per la tradizione, secondo la quale l’acqua della sorgente sotterranea ha proprietà curative contro artriti e artrosi.

L’Isola Pepe Verde

Il Quartiere Isola, è una zona molto tranquilla, qui il rumore della città è solo un lontano ricordo, ma ogni angolo ha la sua storia, ogni scorcio delinea una particolare identità che solo qui è possibile trovare. Dal cortile con il benzinaio, oramai impossibile da vedere altrove, al piccolo giardino condiviso, detto Isola Pepe Verde, realizzato, piantumato e gestito dagli stessi abitanti del quartiere, dai laboratori artigianali al rivenditore di autoricambi con un gran murale su tutta la superficie dello stabile, perché i murales, distribuiti dappertutto, sembrano essere la risposta artistica a quello che è stato il cambiamento.

Insomma, una zona dai grandi contrasti, orgogliosa della sua origine popolare, attaccata a una solida tradizione artigiana, ma con ambizioni avveniristiche e proiettata verso un futuro pieno di intenti culturali, moderne attività, movida notturna, che ne accrescono quell’atmosfera decisamente radical chic.

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