Lucignano: tripudio di bellezze architettoniche

Un piccolo borgo medioevale tra Siena e Arezzo

lucignano
L'albero della vita
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

TOSCANA – C’era una volta e c’è ancora un piccolo borgo medioevale che continua a incantare nel cuore della Valdichiana, su una collina di circa 400 metri, a metà strada tra Siena ed Arezzo. Ѐ Lucignano, il cui nome deriva probabilmente dal console Licinio che lo aveva fondato in strategica posizione di crocevia per gli scambi commerciali e per le battaglie.

Da possedimento senese a dominio dei Medici, Lucignano ha un centro storico davvero unico nel suo genere per la sua pianta ellittica a strade anulari concentriche ed è tutto un tripudio di bellezze architettoniche da lasciare senza fiato.

Entrando nel borgo da Porta San Giusto si aprono due strade che segnano una suddivisione piuttosto singolare della città: le case piccole e umili di via Roma abitate un tempo dai poveri, mentre in via Matteotti troviamo tutto lo sfarzo delle famiglie nobili che risiedevano in ricchi edifici rinascimentali.

Un’atmosfera squisitamente medievale di un luogo che ha il suo fiore all’occhiello nel centro storico, tuttora in stato di perfetta conservazione. Tra le tappe principali, la piazza del Tribunale, con l’elegante edificio della Collegiata di San Michele Arcangelo, la duecentesca Chiesa di San Francesco e naturalmente le torri che vegliano dall’alto sull’antico abitato.

Ma la vera rarità è il prezioso Albero dell’Amore, chiamato anche Albero della Vita o Albero d’Oro, un capolavoro di alta oreficeria senese-aretina, realizzato nell’arco di ben 121 anni, tra il 1350 e il 1471 e decorato con una composizione unica al mondo, fatta di cristalli di rocca, smalti, coralli, miniature. La sua base sorregge un tempietto gotico a tre piani mentre dal fusto portante si dipartono dodici rami, sei per ogni parte; il pellicano ritratto alla sommità dei rami, sopra al Cristo crocifisso e colto nell’atto di beccarsi il petto per sfamare i piccoli col proprio sangue, ricorda l’atto d’amore di Cristo verso gli uomini.

Si racconta che questa singolare opera assicuri felicità, abbondanza e fortuna a tutti gli innamorati che dal XV secolo continuano tuttora a venire davanti all’Albero dell’Amore per a rinnovare le proprie promesse d’amore e giurarsi eterna fedeltà.

Fuori dalle mura, il vicino Santuario della Madonna delle Querce, progettato da Giorgio Vasari, con la piccola fonte adiacente al santuario, conosciuta anche come Fonte del latte dove, si dice, scaturisse un’acqua dalle particolari virtù curative contro la sterilità e la mancanza di latte, e spesso somministrata sia alle donne sia agli animali.

Perdersi tra i vicoli ellittici di Lucignano è una esperienza quasi surreale: un cammino tra stradine lastricate, cortili fioriti e torri in pietra, percorrendo quel labirinto che si snoda sinuoso fino alla vetta della collina; sembra davvero di essere sospesi tra la magia del presente e quell’incantevole passato, così ancora intatto in ogni angolo.

Ma Lucignano, nonostante la ridotta estensione territoriale, è anche un luogo ricco di cultura e tradizioni, che ogni anno attira turisti e gente del luogo con diverse manifestazioni, per festeggiare la natura e l’eterno alternarsi delle stagioni.

Appuntamenti fissi che ricorrono durante l’anno con fiere e feste piene di colori, suoni e sapori legati alla più autentica tradizione toscana. Ѐ tutto un susseguirsi come la Festa dei Fiori e la Maggiolata in primavera, le Memorie del Passato in settembre, ma anche la Fiera del Ceppo e dell’Olio Nuovo nel periodo natalizio, quando le case del borgo si riempiono di luci per ospitare sagre, mostre e concerti di Natale.

Un borgo intrigante, dall’atmosfera deliziosa, quasi cristallizzata in quel fascino intensamente medioevale che avvolge e contagia, mentre trasmette un forte senso di pace e armonia.

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