L’orologio ad acqua, straordinaria opera di ingegneria

Scandisce il tempo dal 1873

l'orologio ad acqua
L'orologio ad acqua
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  • di Patrizia Caporali

ROMA – Una passeggiata nel Parco di Villa Borghese e all’improvviso, come per incanto, quasi nascosto in un suggestivo scrigno fatto di palme, rocce e un piccolo laghetto, ecco apparire quel bellissimo capolavoro che è il magico Orologio ad acqua del Pincio.

Straordinaria opera d’estetica e d’ingegneria meccanica creata dal sacerdote scienziato Giovanni Battista Embriaco, sta lì a scandire il tempo dal 1873, nella pittoresca fontana che lo ospita, su un isolotto al centro di un laghetto, con decorazioni di legno che rievocano la foresta.

Inevitabile essere incuriositi e chiedersi quale magia riesce a far funzionare questo singolare gioiello. Niente di misterioso. L’idea del suo inventore nasce dall’uso della forza motrice dell’acqua che, cadendo, riempie alternativamente due bacinelle e riesce ad azionare sia il pendolo sia la suoneria.

Decisamente sorprendente, inserito su quella torretta chiusa da pareti di vetro, al di sopra della quale i quattro quadranti d’orologio rendono visibile l’ora segnata da ogni posizione. I vetri permettono di vedere il meccanismo dell’orologio: dal bilanciere, formato da due vaschette allungate a forma di foglioline in bilico su un perno e messo in movimento da un piccolo getto d’acqua, alle lancette in stile floreale che si perfettamente si legano all’ambiente circostante.

Convenzionalmente adottato dalla Sezione Orologeria della Scuola Elis, che dal 2007 ne cura gratuitamente la manutenzione ordinaria e straordinaria, derivata purtroppo dai frequenti atti vandalici, l’Orologio ad acqua è davvero il connubio ideale tra arte e scienza, incastonato tra la rigogliosa vegetazione del Pincio, per ricordare scenograficamente lo scorrere del tempo.

Uno splendido capolavoro ottocentesco, decantato anche dai personaggi di una commedia di Eduardo De Filippo che, per sfuggire a discussioni più imbarazzanti, si dilungano a descrivere la bellezza di questo piccolo e poco conosciuto monumento romano.

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