Leumann, un villaggio da fiaba alle porte di Torino

Una piccola città nella grande città

Villaggio Leumann a Collegno un luogo fantasioso
L'entrata al villaggio
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  • di Patrizia Caporali

TORINO – Un importante imprenditore di origine svizzera, Napoleone Leumann, il suo Cotonificio e la felice idea di farvi costruire intorno un complesso residenziale per i dipendenti. Siamo a Collegno, alle porte di Torino, ed ecco delinearsi uno splendido esempio di edilizia industriale, trasformata in arte e perfettamente inserita nel contesto territoriale circostante.

Villaggio Leumann a Collegno un luogo fantasiosoUn posto dall’aspetto esotico

Un villaggio di case dall’aspetto esotico, un cancello fiancheggiato da due torri dal tetto aguzzo, una sorta di castello, una piccola città nella grande città, un singolare frammento di bellezza nel grigiore della periferia.

Infatti, se abitualmente siamo portati a pensare alle zone industriali come freddi esempi di architettura, il villaggio Leumann rappresenta una rara eccezione, perché qui l’anima operaia si è unita al gusto elegante dell’Art Noveau.

Arrivando sembra di fare un salto nel passato, lontani dal caos cittadino, dai mezzi di trasporto che sfrecciano, dai condomini affollati. Un piccolo borgo concepito privilegiando il lato estetico, dove si vive una quotidianità fatta di rapporti umani e di buon vicinato.

Una sessantina di edifici, circa 120 villette con giardino distribuiti su oltre 60 mila metri quadrati, tutti dotati di acqua corrente e servizi igienici interni, vantaggi insoliti per le famiglie operaie dell’epoca. È la fine dell’Ottocento, infatti, quando Leumann ne commissiona la realizzazione all’ingegner Pietro Fenoglio e qui si vive davvero in modo dignitoso, nonostante i modesti salari.

Stile Liberty

Un luogo incantato, costruito a misura d’uomo, con le strutture in stile Liberty, le vetrate colorate, le strade alberate, tutto concepito con l’esigenza di essere circondati dalla bellezza.

Villaggio Leumann a Collegno un luogo fantasioso
Chiesa di Santa Elisabetta

In origine ospita circa un migliaio di persone tra operai, impiegati e le loro famiglie, alle quali l’imprenditore non fa mancare tutti gli edifici necessari per condurre una vita felice e completa. Infatti, Leumann, raro rappresentante di un’imprenditorialità illuminata, fa costruire la scuola elementare, la palestra, i bagni pubblici, la chiesa dedicata a Santa Elisabetta, lo spaccio alimentare, la piccola stazione ferroviaria in legno, l’albergo, così come all’interno dello stabilimento non mancano una mensa, un ambulatorio, un asilo nido, un ufficio postale e un circolo sportivo.

Nel 1972 il Cotonificio comincia a ridurre la propria attività produttiva fino a chiudere definitivamente nel 2007, ma non tutto è perduto. Il Comune di Collegno, con l’intento di salvaguardare un patrimonio culturale di tutto rispetto, riesce ad acquistare praticamente tutte le case del Villaggio che finiscono sotto la tutela della Soprintendenza dei Beni architettonici e paesaggistici del Piemonte.

Il restauro e la nuova vita

Un recente restauro ha dato nuova vita ad alcuni degli edifici più caratteristici del borgo, destinandoli a usi alternativi rispetto a quelli originari, e ha permesso addirittura il ritorno della recinzione metallica attorno al villaggio, requisita dal governo fascista durante la Seconda Guerra Mondiale e oggi completa delle due tipiche costruzioni in legno munite di torrette angolari, balconi e loggia.

Oggi il Villaggio, immaginato da Napoleone Leumann e tuttora abitato da alcuni degli ex dipendenti, è ancora oggi vivo e vissuto. È un angolo magico che rimane a testimonianza di un’epoca e di una visione particolare dell’attività imprenditoriale, è uno straordinario modello sintesi di storia, arte, cultura e vita quotidiana.

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