Le Langhe, territorio fertile tra vigneti e borghi medievali

Il cuore pulsante della zona è sicuramente Alba

viaggio nelle laanghe del piemonte
Barolo, Langhe. Foto di edo lilli da Pixabay
  • di Patrizia Caporali

PIEMONTE – Sfumature infinite colorano di arancione, rosso e giallo i filari delle vigne in quella straordinaria terra delle Langhe che, con l’arrivo dell’autunno, si riempie di colori e di profumi. Una terra così fertile dove c’è tanto da vedere, dai vigneti ai borghi medievali che, inseriti in un paesaggio così particolare, assumono caratteristiche ancora più suggestive.

Alba

Il cuore pulsante della zona è sicuramente Alba, città conosciuta per il tartufo, incredibilmente bella anche per il suo impianto medioevale con le torri, le case fortificate, le grandi Chiese e il Duomo, ma altrettanto affascinanti sono altri piccoli borghi come Barolo, Grinzane Cavour, Monforte d’Alba, Bergolo, Murazzano, Santo Stefano Roero, Bussolasco.

Barbaresco

Tra tanti, a pochi chilometri da Alba, è piacevole soffermarsi sulle dolci colline di Barbaresco, il paese che regala il suo nome a uno dei vini rossi più conosciuti al mondo, luogo inconfondibile per l’imponente Torre che si innalza con i suoi 30 metri, dominando la vallata del Tanaro.

La costruzione, eretta nell’anno Mille sulle pendici della collina per difendere l’abitato dai Saraceni, fa parte di un castello con cinta muraria, ma trova una sua più precisa funzione di osservazione e difesa militare con l’arrivo della famiglia Visconti, tre secoli più tardi. Dal 1631 passa sotto il dominio dei Savoia e, in occasione dell’arrivo del Re Vittorio Emanuele I a Govone, si decide di eliminarne il tetto per accendere un falò sulla sommità che sia visibile in tutte le Langhe. Sprovvista di copertura e in totale stato di abbandono, subisce i danni del tempo finché viene ceduta al Comune di Barbaresco e finalmente restaurata.

Oggi perfettamente agibile grazie a due ascensori, ospita un museo multimediale sulla storia del Barbaresco e una avveniristica Sala di Analisi Sensoriale per imparare ad usare razionalmente tutti i nostri sensi. Da questa terrazza, sotto i nostri occhi, si apre una meravigliosa vista panoramica a 360° che va ad abbracciare l’intero mare di colline punteggiate di rocche, di borghi caratteristici e di vigne che producono barbaresco, nebbiolo, barolo.

Un paese incantevole, popolato da poco meno di 700 abitanti ancora dediti alla produzione vinicola, e sviluppato su una lunga strada, la via Torino,  con la Chiesa sconsacrata di San Donato, la Chiesa Parrocchiale e la Torre protesa verso la piana del Tanaro. Un piccolo borgo in cui tutto sembra essersi fermato a un periodo storico lontano, dove le piazze, i vicoli e tutti gli angoli raccontano di eventi e di botteghe perse nel tempo, quando le attività principali si fondavano sugli scambi commerciali dei prodotti agricoli, delle viticolture che sempre hanno contraddistinto questa zona.

L’atmosfera fiabesca attira i turisti per lusingarli, coccolarli senza l’affanno del tempo che scorre, portandoli a perdersi tra i vicoli, a sbirciare tra le case verso l’incantevole paesaggio delle Langhe.

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