La Porta Magica di Piazza Vittorio a Roma

Misterioso legame tra il mondo reale e quello segreto dell’alchimia

in piazza vittorio a Roma c'è la porta magica
La Porta Magica
  • di Patrizia Caporali

ROMA – Porta Alchemica, Porta Magica, Porta Ermetica o anche Porta dei Cieli! Quanti modi per definire il misterioso monumento che rappresenta il legame tra il mondo reale e quello segreto dell’alchimia, un luogo dove perdersi nella magia.

L’unica rimasta

Ciò che rimane della Porta

Situata sull’Esquilino, un quartiere colorato e multietnico, è l’ultima superstite delle cinque porte di Villa Palombara, costruita nella seconda metà del ‘600 da Massimiliano Palombara, Marchese di Pietraforte, grande appassionato di scienze esoteriche, e così dedito a esperimenti alchemici, da creare una piccola dependance come laboratorio personale, all’interno della sontuosa residenza.

Personaggi famosi come la regina Cristina di Svezia, giunta a Roma dopo la sua abdicazione, ma anche tanti alchimisti invitati e finanziati dal marchese stesso, costituiscono un circolo davvero esclusivo.

La pietra filosofale

Secondo la leggenda un giorno si unisce al circolo il giovane medico esoterista Giuseppe Borri, che comincia a condurre esperimenti per trovare la pietra filosofale, la celebre pietra in grado di trasformare il vile metallo in oro scintillante. Quando Borri deve partire improvvisamente perché ricercato dall’Inquisizione papale, rimangono numerose pergamene con formule indecifrabili, che Massimiliano Palombara fa incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio, nella speranza che qualcuno riesca a decifrarle.

Un portale murato

Dettaglio della Porta

Il tempo trascorre, la villa viene demolita per intero, rimane solo un’unica, piccola parte, la porta d’accesso all’enigmatico laboratorio di magie esoteriche, quella nota come la Porta Magica di piazza Vittorio, quella che forse avrebbe potuto rappresentare la soglia ideale che gli adepti simbolicamente oltrepassavano per raggiungere il più alto livello di purezza dell’anima, condizione indispensabile per accedere ai segreti alchemici.

Racchiusa da grandi palazzi e contornata da una serie di arcate, la Porta Emetica si presenta oggi come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. Le due bizzarre statue che sembrano sorvegliarla non fanno parte della collezione del Marchese, ma provengono dagli sterri del Quirinale, dove sorgeva un tempio dedicato alle divinità egizie e qui aggiunte successivamente.

Indiscutibilmente avvolta da suggestioni esoteriche e tuttora motivo d’interesse per tanti studiosi che cercano la chiave per dare un’interpretazione, la Porta rimane l’unica testimonianza architettonica dell’intera storia dell’alchimia occidentale, rimane un monumento unico nel suo genere per il complesso messaggio simbolico che lo caratterizza, per il fascino che trasmette tutta la vicenda e per la stravagante personalità del suo ideatore.

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