La fortezza di Gradara e la tragica vicenda di Paolo e Francesca

Spettacolare castello che si staglia nel punto più alto del paese.

gradara la fortezza gioiello
La fortezza. Foto di Valter Cirillo da Pixabay
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  • di Patrizia Caporali

MARCHE – Talvolta è bello fuggire dalle frenesie della riviera romagnola, percorrere pochi chilometri e rifugiarsi in collina, nell’incantevole borgo fortificato di Gradara con lo spettacolare castello che si staglia nel punto più alto del paese.

Le alte mura

Pochi passi e subito la sensazione di essere accolti dall’abbraccio di una possente cinta muraria, avvolti da una quiete quasi surreale e catapultati in un’atmosfera d’altri tempi.

Siamo nel territorio delle Marche, in un luogo di assoluta importanza strategica nel periodo medioevale e rinascimentale, perché nella valle sottostante passava la strada consolare Flaminia, usata da eserciti e pellegrini per raggiungere Roma in breve tempo, evitando i valichi poco sicuri e non sempre praticabili dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Residenza nobiliare

È il 1150 quando la famiglia dei De Griffo fa innalzare la torre, ma sono i potenti Malatesta che successivamente ordinano la costruzione del Castello con le mura a forma di quadrilatero, rafforzate a distanze regolari da quattordici torri quadrate, per dare al luogo l’aspetto attuale. Insomma, prima fortezza militare in terra di confine, poi maestosa residenza nobiliare di famose famiglie che si susseguono nella dominazione del territorio: i Malatesta, gli Sforza, i Della Rovere, ma anche i Borgia e i Medici.

Entrare per una visita è davvero camminare in un passato remoto molto avvincente: superato il ponte levatoio ecco il Mastio con la forza dei suoi 38 metri, quindi la Sala delle Torture, la Sala del Corpo di Guardia, la Cappella Gentilizia con la Pala di Andrea della Robbia, il Camerino di Lucrezia Borgia, la Sala della Passione, la Camera del Cardinale, la Sala del Consiglio, la Camera di Francesca dove, secondo la leggenda, si è consumata la tragedia dei due amanti.

Paolo e Francesca

Una fortezza-gioiello, un vero Paradiso che evoca immediatamente l’Inferno, dove Dante Alighieri ha collocato Paolo e Francesca, per il loro bieco peccato:

Amor, ch’al cor gentile ratto s’apprende,
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’ha nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Lì, nel girone dei lussuriosi, condannati dal sommo poeta, ma al tempo stesso eletti quale esempio di amore incondizionato, affiora la tragica vicenda dei due amanti che vengono uccisi proprio nel Castello.

Francesca, figlia del signore di Ravenna, seguendo le convenzioni matrimoniali dell’epoca, nel 1275 sposa Giovanni Malatesta, detto Giangiotto, figlio del signore di Gradara. La donna bellissima e spesso molto sola poiché il marito, podestà di Pesaro non può condurla con sé nella città che governa, riceve le visite di Paolo, fratello di Giovanni. Un giorno, mentre estasiati leggono la storia di Lancillotto e Ginevra, cedono alla stessa travolgente passione ma, sorpresi dal marito, vengono trafitti impietosamente con la spada.

Conclusione funesta di un amore travagliato, avvenuta in un luogo incantato, quasi sospeso sulla riviera, in un territorio ricco d’ulivi e vigneti che si possono ammirare dall’alto delle mura, lasciando correre lo sguardo verso le colline e, nelle giornate più limpide, raggiungere la Repubblica di San Marino con il superbo Monte Titano.

Tante tradizioni

Un borgo suggestivo dove i cittadini orgogliosamente sanno conservare le tradizioni del passato, creando eventi di indiscusso valore, in diversi momenti dell’anno, come L’Assedio al Castello, Gradara d’Amare, The Magic Castle, il Castello di Natale e numerose altre manifestazioni, sagre, feste di grande interesse per tanti turisti, richiamati anche dalle tipicità gastronomiche offerte da Gradara, quale terra di confine tra Emilia Romagna e Marche.

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