La curiosa via delle Zoccolette nel pieno centro di Roma

Deriva forse da una specie di calzari indossati da povere orfane

via delle zoccolette a roma, una strada davvero particolare
  • di Patrizia Caporali

C’è una strada nel pieno centro di Roma, che scorre parallela al Lungotevere tra ponte Garibaldi e Ponte Sisto, è Via delle Zoccolette, una strada dal nome curioso derivato forse da una specie di calzari indossati dalle povere orfane, ospiti di un istituto di carità che qui aveva sede.

Un nome inconsueto

Le misere fanciulle mendicanti, senza casa e senza famiglia cominciano ad abitare in questo edificio, chiamato Conservatorio delle Povere Mendicanti dei Santi Clemente e Crescentino, fin dal 1715 quando, arrivate a essere in numero considerevole, non potevano più rimanere nei Granai di Sant’Eligio sotto il Palatino, come stabilito da papa Innocenzo XII, che aveva anche elargito una pensione di 1.000 scudi per il loro sostentamento.

Qui le trovatelle conducono una vita operosa, imparano a cucire, a ricamare, a lavorare la lana e un tessuto resistente di lino e canapa, il cosiddetto fustagno, che viene venduto in parte per coprire le spese del Conservatorio e in parte per costituire la dote delle poverette, nella speranza di sistemarle con un matrimonio dignitoso. Ma le rendite non sono sufficienti e spesso le ragazze più giovani vengono mandate a chiedere l’elemosina al Pantheon, mentre le altre vanno a servizio presso buone famiglie.

La loro vita è veramente modesta, vestono con una tonaca marrone e ai piedi, non potendo permettersi le scarpe, portano gli zoccoli di legno; così gli abitanti di Roma trovano un pietoso attributo identificativo della loro situazione, le zoccolette, imposto forse anche con una certa malizia.

Trovatelle dal padre ignoto

Molte di loro, infatti, non sono solo orfane di padre, ma talvolta sono di padre ignoto e lasciate delle madri nel Conservatorio, per fare o continuare a fare le prostitute. E da qui l’attribuzione del termine popolare di zoccolette data alle figlie, magari non in senso dispregiativo, ma con commiserazione, poiché le ragazze, una volta uscite dall’istituto, se non avessero trovato un marito o un lavoro, non avrebbero avuto altra scelta che il marciapiede.

…e oggi?

Nel 1885 l’Ospizio viene in gran parte demolito e ricostruito, per la realizzazione dei muraglioni sul Lungotevere e oggi il complesso ospita il Pontificio Istituto di S. Clemente, la sede di Migrantes, l’istituzione della Caritas a sostegno degli emigrati nel nostro Paese.

Al di là di qualsiasi origine possa aver avuto l’inusuale nome, derivato da quel palazzo, la casa delle fanciulle senza marito, Via delle Zoccolette, rimane un vicolo caratteristico e bellissimo che va ad aggiungere un nuova colorita storia alla città di Roma.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*