La Cascata delle Marmore e la leggenda di una storia d’amore

Lo scorrere dirompente e rumoroso delle acque

cascata delle marmore un salto tra la natura incontaminata
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  • di Patrizia Caporali

Non a caso Virgilio, nell’Eneide, paragona il salto di Marmore all’ingresso del regno dei morti! E realmente il maestoso spettacolo di schiuma e fragore, pur essendo quanto mai affascinante, ha anche qualcosa di minaccioso.
Schiuma, vapore, vigore, verticalità! Lo scorrere dirompente e rumoroso delle acque mentre precipitano sembrano i gemiti, i lamenti, i sospiri degli spiriti infernali e non hanno mai smesso di suggestionare turisti e artisti di ogni epoca.

Un salto di 165 metri

Siamo nell’Umbria meridionale, sotto il lago di Piediluco, a pochi chilometri da Terni e la Cascata delle Marmore, suddivisa in tre salti spettacolari, per un dislivello complessivo di 165 mt., è una delle più alte d’Europa, ma è un salto artificiale, cioè a flusso controllato dall’uomo.

La zona, paludosa e insalubre per la morfologia calcarea del territorio, viene bonificata per la prima volta dai romani attraverso la costruzione di un canale che fa defluire le acque del fiume Velino nel Nera, ma numerose sono le modifiche che si aggiungono più volte nel tempo, per motivi economici.

La leggenda di un amore impossibile

Certo ben più romantica è la leggenda che ne spiega l’origine, attraverso la storia dell’amore impossibile fra il pastorello di nome Velino e la bella ninfa Nera, che soleva bagnarsi nelle acque sottostanti. Giunone, gelosa di questo amore profano, trasforma la ninfa in un fiume e Velino, per raggiungere la sua amata, si getta dall’alto della rupe e rimane avvinghiato eternamente a lei in un fluido e travolgente abbraccio.

Celebrata da poeti e scrittori

Tuttavia, al di là del mito, la Cascata delle Marmore è di una bellezza così suggestiva che, nel corso dei secoli, ha suscitato la celebrazione di poeti e scrittori come Plinio, Cicerone, Dante Alighieri, Hans Christian Andersen, Giuseppe Gioachino Belli, ma anche scienziati, pittori e tanti turisti che arrivano qui quando, nel Settecento e nell’Ottocento, diviene una delle mete obbligate del GranTour.

Tra canyon e natura incontaminata

Un panorama spettacolare spesso scelto come location di numerosi film, video clip e concerti, con diversi belvedere da cui osservare le differenti prospettive della cascata, su sentieri di varia lunghezza e difficoltà, immersi tra lecci e felci, fino a giungere al Balcone degli Innamorati, un terrazzino incastonato nella roccia, a pochi centimetri dalla cascata, ma anche per ammirare meglio i canyon scavati nella roccia dal fiume Nera oppure per lasciarsi incantare da quei fantastici scorci animati dal fragore assordante delle acque.

E se, ovviamente, è preferibile trascorrere qui una giornata durante la stagione più calda, quando anche l’impianto d’illuminazione notturno aggiunge ulteriore magia rispetto allo spettacolo diurno, è altrettanto bello visitare le Cascate in inverno, per godersi lo spettacolo in tutta tranquillità, ascoltando solo la voce dell’acqua che scroscia altissima e si riversa nel fiume o magari quando le correnti di Buran abbassano le temperature e creano uno scenario fantastico tra paesaggi innevati e stalattiti.

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